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Inflazione: improbabile una decelerazione sostanziale prima del 2° trimestre 2022 (analisti)

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Nuova accelerazione dell'inflazione italiana che a dicembre 2021 tocca il 3,9%. Ancora una volta a trainare al rialzo le pressioni inflattive sono stati i prezzi dell'energia. Paolo Pizzoli, Senior Economist di Ing, rimarca come gli effetti ritardati di questi significano che non dovremmo aspettarci di vedere una decelerazione dell'inflazione primaria prima del secondo trimestre di quest'anno e, anche allora, il declino potrebbe essere rallentato dal parziale passaggio delle pressioni PPI accumulate nei manufatti, ora ai massimi ultradecennali. "In questo contesto inflazionistico - prosegue Pizzoli - la dinamica salariale rappresenta un'eccezione degna di nota. A novembre l'inflazione salariale è rimasta ferma allo 0,6%, lo stesso livello dell'inizio del 2021. Continuiamo a ritenere che il persistente rallentamento del mercato del lavoro continuerà a prevenire effetti di secondo impatto di lunga durata e diffusi. In questa direzione dovrebbero agire anche gli sforzi per aumentare il tasso di partecipazione femminile italiana anormalmente basso, previsto nell'ambito del PNRR, privilegiando l'occupazione rispetto ai livelli salariali".

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