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Inflazione, Istat: prezzi ottobre -0,3%, vola carrello spesa +1,4%

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Roma, 30 ott. (askanews) - Nel mese di ottobre 2020 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,3% su base annua (da -0,6% di settembre). E' la stima preliminare diffusa dall'Istat che ha spiegato: "anche a ottobre l'inflazione al netto delle componenti più volatili, tra le quali quella degli energetici - caratterizzati dalla persistenza di tendenze negative dei prezzi - pur accelerando, rimane modesta. D'altra parte, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa si conferma vivace, trainata dagli incrementi dei prezzi degli alimentari freschi". Pur vedendo confermata per il sesto mese consecutivo un'inflazione negativa a causa per lo più dei prezzi dei Beni energetici (-9,5%), la flessione dell'indice Nic si dimezza rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto all'accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +2,7% di settembre a +3,5%) e alla minore ampiezza della diminuzione, che rimane sostenuta, di quelli degli Energetici regolamentati (da -13,6% a -9,6%). Accentuano invece la flessione i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da -8,2% a -9,4%). L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,1% a +0,3% e da +0,2% a +0,5%. L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei Beni energetici regolamentati (+7,6%) e, in misura minore, di quelli dei Beni alimentari non lavorati (+0,9%), solo in parte compensata dal calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,1%). L'inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l'indice generale e a +0,6% per la componente di fondo. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +1% a +1,4%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto continuano a registrare una flessione (da -0,1% a -0,2%). Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,6% su base mensile e diminuisce dello 0,6% su base annua (da -1,0% di settembre). L'aumento congiunturale dell'Ipca, più marcato rispetto a quello del Nic, è spiegato dalla fine dei saldi estivi prolungatisi anche a settembre e di cui il Nic non tiene conto. I prezzi di Abbigliamento e calzature registrano infatti un aumento congiunturale pari a +4,7% e una marcata attenuazione della flessione su base annua (da -2,3% a -0,4%). La flessione tendenziale dell'Ipca invece, pur attenuandosi, rimane doppia rispetto al Nic poiché da un lato in alcuni casi i saldi continuano anche a ottobre e dall'altro i prezzi dei Servizi sanitari e delle spese per la salute si confermano in calo per l'Ipca (da -0,8% a -0,6%), mentre crescono per il Nic (+0,7% come a settembre), a causa dell'abolizione del super ticket intervenuta già a settembre e di cui il Nic non tiene conto.