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Inflazione Usa al massimo dal 1981, Piazza Affari in rosso

(Adnkronos) - Dopo i minimi intraday messi a segno a seguito della pubblicazione dell’aggiornamento relativo l’inflazione statunitense, i listini europei hanno parzialmente recuperato terreno. Nel mese di giugno i prezzi al consumo della prima economia sono cresciuti dell’1,3% mensile e del 9,1% annuo (massimo dal novembre 1981), contro un consenso rispettivamente fissato al +1,1% ed al +8,8%.

La discesa dei mercati è stata innescata dal timore che la Federal Reserve nel meeting in calendario nel mese corrente possa incrementare, come fatto oggi dalla Bank of Canada, il costo del denaro dell’1%. Non è di questo avviso Michael Pearce, economista di Capital Economics: “con i prezzi delle materie prime in deciso calo [...] ed una crescita dei salari in moderazione negli ultimi mesi, l’outlook inflazionistico non è così cupo come qualche mese fa” e, di conseguenza, “le speculazioni su un incremento da 100 punti base sembrano fuori luogo”.

A Milano, dove il Ftse Mib si è fermato a 21.286,33 punti (-0,93%), si segnala la nuova seduta da incubo per Saipem (-43,2%). Giornata negativa anche per Pirelli (-3,11%), Hera (-3,42%) e Bper Banca (-2,6%). Tra i pochi segni più troviamo quelli di Campari (+2,33%), in scia di un eurodollaro anche oggi sceso sotto quota 1, di DiaSorin (+1,88%) e di Inwit (+0,25%). In aumento anche Brunello Cucinelli (+2,14%) dopo i numeri dei primi sei mesi: il gruppo del cashmere ha terminato il semestre con ricavi netti per 415,2 milioni, +32,3% a cambi correnti rispetto al primo semestre 2021. Per il 2022 la società si attende “un anno da record e una bella crescita dei ricavi intorno al +15%”. (in collaborazione con Money.it)

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