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Infortuni, Ceo Tutor Consulting, 'Governo vari un bonus sicurezza"

(Adnkronos) - Se gli infortuni sul lavoro, denunciati nel periodo gennaio-agosto 2022, sono stati 484.561 - con un aumento del 38,7% rispetto al 2021- non meno grave è la statistica degli incidenti mortali sul lavoro in Italia che vede, nei primi 8 mesi dell'anno, 677 vittime, con una media di quasi tre vittime al giorno. "Sono dati impressionanti che vanno combattuti non con evanescenti dichiarazioni di intenti ma entrando nel cuore del problema". A sottolinearlo è Bruno Ranellucci, Ceo di Tutor consulting e tra gli esperti in Italia del delicato tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per Ranellucci, dunque, "servirebbe che lo Stato riconoscesse alle aziende, sotto forma di credito di imposta, un bonus per la sicurezza". Una voce, è la proposta per rivoluzionare la cultura della sicurezza sul lavoro, che secondo il Ceo "dovrebbe comprendere la formazione, il documento di valutazione rischi, le visite mediche e ovviamente tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dal Decreto legislativo 81 del 2008".

"É giunto insomma il momento - afferma- che gli imprenditori non considerino più le spese per adeguarsi alle norme in materia come un costo ma viceversa come un investimento. Ma è anche giunto il momento che lo Stato faccia la sua parte e quella del bonus è una strada percorribile e, in termini economici e sociali, assolutamente sostenibile". "La prevenzione insomma è un dovere morale: permette di proteggere i lavoratori, impedisce multe salate e, nello stesso tempo, tutela l'immagine della stessa impresa di cui si è rappresentanti" ed il "bonus è un'opportunità che si offre alle aziende". "Ma non basta. Credo - argomenta Ranellucci- che, a breve, sia giusto, nel qualificare una qualsiasi attività produttiva, introdurre un rating legato proprio al tema della sicurezza e sono altrettanto certo che questo rating verrà valutato per partecipare a bandi di gara o per ricevere un finanziamento, sia esso pubblico che privato".

"Con la vita delle persone non si può giocare e, in linea generale, non si può pensare di risparmiare sulla pelle di chi lavora. Purtroppo, invece, davanti alle spese da sostenere per avviare un'attività, quella per la sicurezza è la prima alla quale si rinuncia. Un risparmio che va dai 3 ai 5mila euro per un microimpresa con tre lavoratori. Un costo, di media, che si aggira attorno ai mille-millecinquecento euro per singola unità produttiva" afferma ancora.