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Infrastrutture digitali fondamentali per la crescita economica

Leo Campagna
·3 minuti per la lettura
Infrastrutture digitali fondamentali per la crescita economica
Infrastrutture digitali fondamentali per la crescita economica

Riuscire ad approfondire l’evoluzione delle infrastrutture digitali e le ricadute sulle città dovrebbe permettere di scoprire, secondo Ben Forster (Schroders), alcune opportunità molto interessanti

Le infrastrutture digitali hanno registrato una rapida evoluzione e sono diventate anche una interessante asset class, sostenuta da flussi di reddito resilienti sebbene risulti piuttosto sovraffollata. Sono destinate a svolgere un ruolo cruciale nella crescita economica futura e le città che non programmeranno robusti investimenti perderanno con buona probabilità competitività a livello globale.

IL PACCHETTO DI STIMOLO CINESE DA 1.400 MILIARDI DI DOLLARI

Tra i sostenitori di queste tesi, Ben Forster, Equity Analyst, Global Real Estate di Schroders, convinto che riuscire ad approfondire questi cambiamenti in atto e ad individuare le città globali con maggiore probabilità di successo, dovrebbe permettere di scoprire alcune opportunità molto interessanti. La sua analisi parte dal recente annuncio cinese di un pacchetto di stimolo da 1.400 miliardi di dollari proprio nelle infrastrutture digitali che ha di colpo soppiantato l’attenzione degli analisti e dei media da quelle tradizionali, come strade e ponti, a quelle digitali. Cresce infatti la convinzione che l’insieme delle installazioni digitali siano destinate a restare al centro del dibattito nella fase di ripresa economica.

PERCHÉ WASHINGTON HA NEL MIRINO HUAWEI

“Secondo TowerExchange già oggi Pechino è leader mondiale nella copertura wireless mobile, con circa 2 milioni di torri cellulari attive, cioè circa 1,5 volte quanto tutto il resto del settore a livello globale. Non è un caso che nel mirino di Washington sia finita Huawei, provider di apparecchiature 5G in Cina” specifica Forster. Il quale, ricorda come anche l’UE stia dando priorità alla digitalizzazione all’interno del suo pacchetto di stimolo da 750 miliardi di euro, legato al Covid-19.

DAI DATA CENTRE AI SERVIZI CLOUD-BASED

Tutto questo implica una crescente necessità di ammodernare le reti di comunicazione digitali lungo tutta la filiera. Per esempio, se i data centre, che sono alla base di servizi cloud-based come Netflix, giocano un ruolo fondamentale e hanno dimostrato un estremo livello di resilienza in termini di utili durante la pandemia, non bisogna trascurare altri importanti aspetti. “Questi data centre e i relativi scambi dipendono da una rete esterna nascosta di milioni di chilometri di cavi in fibra ottica, di stazioni base per i cellulari, di torri e trasmettitori di segnale” rivela l’esperto di Schroders.

LE PECULIARITÀ DEL 5G

A questo proposito si ricorda che nel 5G le lunghezze d'onda radio utilizzate possono trasmettere un numero maggiore di dati, ma su distanze molto più brevi. Questo implica che i trasmettitori di segnale devono essere più ravvicinati per assicurare una copertura capillare il che comporta un numero maggiore di cavi in fibra ottica, di celle e torri cellulari rispetto al segnale 4G.

INTERESSATI AGLI ASSET REALI NELLE MAGGIORI CITTÀ GLOBALI

Per giustificare questi ingenti investimenti, gli operatori di rete mobile punteranno soprattutto sulle città globali con un'ampia popolazione di consumatori e imprese benestanti, dove le potenzialità di profitto del servizio 5G sono maggiori. A loro volta, queste città avranno accesso a una maggiore qualità di copertura del segnale, rafforzando così il loro vantaggio in termini di produttività. “Siamo interessati agli asset reali nelle maggiori città globali e, in particolare, alle infrastrutture digitali di alta qualità che stanno acquisendo sempre maggior valore. Il fatto di essere ubicate ai confini delle reti tradizionali da un lato consente un’offerta di dati e informazioni ad una vasta platea di clienti e, dall’altro, garantisce agli utenti minori livelli di ritardo, migliorandone l’esperienza e rafforzandone la domanda”, conclude il manager di Schroders.