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Infrastrutture rinnovabili e comparto moda, agli antipodi? Ecco perché investire

·3 minuto per la lettura

Da una parte le infrastrutture delle energie rinnovabili, dall’altra il comparto moda. Apparentemente nulla in comune, ma per gli investitori alla ricerca di una diversificazione del portafoglio in un tempo in cui l’inflazione rischia di erodere i guadagni, allocare risorse in settori industriali non contigui può potenzialmente offrire un ombrello protettivo più ampio.

Più volte abbiamo parlato ultimamente di come l’inflazione sia in aumento e di come i tassi di interesse sul costo del denaro potrebbero risalire per combattere l’eccessiva inflazione. Ecco perché investire in infrastrutture rinnovabili e nell’alta moda potrebbe presentarsi come una valida strategia di investimento.

Infrastrutture rinnovabili su cui investire

Investire in reti elettriche e in centrali idroelettriche è una delle attività condotte da decenni dai fondi pensione e dalle compagnie assicurative per proteggersi dall’inflazione.

Nel decennio che si prospetta davanti a noi, grazie alle centinaia di miliardi che le grandi economie intendono investire nella transizione energetica, è facile ipotizzare che proprio le infrastrutture energetiche subiranno un notevole sviluppo e attrarranno ingenti capitali.

L’obiettivo è produrre energia che sia il più possibile pulita. In questo passaggio l’idrogeno, il fotovoltaico e l’eolico sono sicuramente in prima linea, anche se più in là nel tempo potrebbero emergere delle alternative come lo sfruttamento dei moti mareali: Eni spa lo sta già sperimentando sul campo.

Da valutare, in questo contesto, anche le nascenti infrastrutture per la mobilità elettrica che sono ancora in uno stadio infantile, ma col tempo cresceranno grazie ad investimenti privati e anche statali. Si veda ad esempio l’attività di accordi che Enel sta sviluppando nel settore attraverso la controllata Enel X. Anche le società dell’automotive sperimentano soluzioni combinate per ricaricare le auto elettriche del presente e del futuro.

In generale gli investimenti nel settore energetico sono visti in forte aumento non solo nel decennio attuale, ma anche nei prossimi decenni. Gli investitori che prediligono costruire portafogli con ampi orizzonti temporali sono avvisati.

Il comparto moda e del lusso

La moda nel 2020 è stata profondamente penalizzata dalle chiusure globali, anche nell’ecommerce le vendite in quel periodo sono crollate a due cifre, e questo perché non aveva senso vestirsi per restare in casa.

Ma ora le cose sono cambiate e da un po’. Il settore della moda riprende vigore e il lusso Made in Italy non è secondo a nessuno a livello globale. In giro c’è tanta voglia di Made in Italy, ecco perché investire nel settore dell’alta moda e nel lusso fatto in Italia in generale dovrebbe interessare gli investitori alla ricerca di settori che possano non solo preservare il capitale dall’inflazione in crescita, ma anche ottenere interessanti ROI.

Nella moda LVMH (MC) cresce in maniera sostenuta, ma guardando al Made in Italy, si consiglia di tenere d’occhio Brunello Cucinelli spa (BC), Moncler (MONC), ed ancora Prada spa.

Estendendo il raggio di azione al lusso, anche il titolo Ferrari NV (RACE), va considerato un utile titolo su cui esporsi. Ed anche Porsche.

This article was originally posted on FX Empire

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