Infrazioni UE dell'Italia: cosa ci contesta Bruxelles?

Quando si tratta di detenere pessimi primati, l'Italia risulta sempre ai primi posti della classifica.
In questo caso, si tratta del mancato rispetto della legislazione europea: i dati provenienti dall’Esecutivo comunitario dimostrano che, alla fine del 2011, 135 infrazioni provenivano proprio dal nostro Paese. Il numero più alto, seguito dalla Grecia (123), Belgio (117) e  Spagna (99).
La Commissione europea ha adottato, in totale, 162 decisioni relative agli obblighi non adempiti dagli Stati membri, più 10 ricorsi alla Corte di Giustizia dell'UE. Per l'Italia, in particolare, si parla di un parere motivato e due deferimenti alla Corte di Giustizia.

Quattro sono gli ambiti in cui si sono registrate in Italia le principali infrazioni: ambiente, trasporti, mercato interno e fisco, che complessivamente rappresentano il 60% del dossier.
In particolare, la Commissione ha applicato un parere motivato in materia di fiscalità e due deferimenti alla Corte per le discariche abusive e in materia di licenziamenti collettivi, "per aver escluso i dirigenti dal campo di applicazione delle regole in tema di informazione e consultazione", come si legge nel comunicato.

Nello specifico, sul tema dei licenziamenti collettivi, la Commissione europea ha deferito l'Italia per non aver adottato le misure europee in merito, come la direttiva 98/59/CE che obbliga i datori di lavoro che prevedono di effettuare licenziamenti collettivi "di procedere a consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori al fine di giungere a un accordo".
In seguito ad una petizione presentata al Parlamento europeo, la Commissione a giugno 2012 ha chiesto inoltre all'Italia di adottare le misure necessarie "per porre fine all'esclusione dei dirigenti dal campo di applicazione della direttiva (cfr. IP/12/665)" ma ancora non è giunta alcuna revisione in merito.

Si parla di un' ammenda di 56 milioni di euro, invece, nel caso delle 255 discariche - 16 delle quali contenenti rifiuti pericolosi -  presenti sul nostro territorio ancora da bonificare. Dal 2007 ad oggi ne sono state bonificate soltanto 31 e secondo la Commissione non esiste ancora un planning  - richiesto nel 2011 - con le tappe per la regolarizzazione dei lavori, nè tantomeno alcuna informazione "da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali".

Infine, in tema di fiscalità, la Commissione ha sollecitato il nostro Paese a porre fine alla discriminazione contro i prodotti del tabacco meno costosi, sollecitando ad applicare la stessa accisa minima, imposta dalla UE, sia sulle sigarette che sul tabacco trinciato a taglio fino di minor prezzo. Invitando inoltre ad uniformare la legge italiana a quella europea, poichè quella attuale "contravviene al principio della concorrenza leale e crea distorsioni di mercato". In caso di inadempienza, si legge ancora, "la Commissione europea potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE".

Una buona notizia c'è e riguarda, oltre che l'Italia, tutti i Paesi membri: pare infatti che rispetto agli anni precedenti il numero di infrazioni sia diminuito (1.775 contro le 2.100 del 2010). Al primo posto tra i Paesi più rispettosi troviamo la Lettonia con 23 infrazioni, seguita da Estonia e Lituania (33).
L'Italia può però vantarsi di non rientrare nell'elenco dei Paesi più "recidivi", ovvero tra quelli che impiegano più di un anno a recepire le direttive nel proprio ordinamento: in questo caso, troviamo la Polonia, la Repubblica Ceca e Belgio.