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Innovazione e sostenibilità: la sfida social-tech di Mind

Lfe

Milano, 5 feb. (askanews) -Partenariati tra profit e non profit: nuovi strumenti finanziari, avvicinare scienza e tecnologia ai cittadini, far leva sull'interesse e la sensibilità dei giovani per puntare a nuovi modelli di economia e di consumo: sono i princpi emersi, e articolati in proposte concrete, nel corso della prima giornata di lavori del Social Innovation Campus promosso da Fondazione Triulza in Mind, l'ex area Expo, e dedicato al tema 'Shared City _dal gioco alla realtà'. 'Per orientare lo sviluppo verso un modello sostenibile ed affrontare i nuovi rischi emergenti, è necessario che nel nostro Paese si cambi approccio, imparando a 'fare insieme' tra attori del mercato e, ancor di più, tra pubblico e privato, tra privato e terzo settore - ha detto Pierluigi Stefanini presidente di Asvis partecipando alla sessione di aperetura dei lavori - Per questo nel nostro Piano Triennale ribadiamo e rafforziamo l'impegno per la creazione di valore condiviso, con tutti gli stakeholder, mettendo a fattor comune e valorizzando le migliori energie, competenze ed esperienze'. 'Siamo chiamati a fronteggiare problemi che non possono avere risposte facili - ha detto Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo anche lui pèresente all'apertura dei lavori - di fronte alle difficoltà dell'accesso alla casa, dell'accesso al lavoro da parte dei più giovani o alle conseguenze legate all'invecchiamento delle popolazione, non si tratta solo di attrarre risorse ma di trovare nuove soluzioni. Occorre stimolare processi di innovazione sociale che mettano insieme conoscenze e strumenti diversi per trovare soluzioni nuove e più efficaci per rispondere ai bisogni, non solo dando risorse ma anche creando nuove risorse'.

Oltre a Giovannini e Fosti hanno partecipato alla sessione di apertura, tra gli altri, Mario Calderini, presidente del Comitato Scientifico del Campus e della Social Innovation Academy; Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo; Mauro Lusetti, presidente di Legacoop e di Coopfond; Marco Menni, vicepresidente vicario Confcooperative; Riccardo Tramezzani, responsabile UBI Comunità di UBI Banca; Giovanni Azzone, presidente di Arexpo, Elena Bottinelli, amministratore delegato dell'Istituto Ortopedico Galeazzi - Gruppo San Donato, Massimo Minelli, presidente di Fondazione Triulza, Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson Italia e Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease. 'Ci sono due elementi che abbiamo fortemente voluto in questa prima edizione del Social Innovation Campus - Mario Calderini, presidente del Comitato Scientifico Social Innovation Academy e Campus- La prima è la centralità dei giovanissimi nel duplice ruolo di portatori di interessi sul futuro e di interlocutori capaci di offrire nuove soluzioni ai problemi sociali, attraverso la loro prospettiva fresca e innovatrice sui bisogni della società. Il secondo elemento è offrire al terzo settore imprenditoriale l'opportunità di dimostrare che può ingaggiarsi in progetti ad alto valore aggiunto anche attraverso la contaminazione con la tecnologia e con la scienza. In cambio il Terzo Settore imprenditoriale offre a Mind la propria capacità di trasformare le opportunità tecnologiche in modelli di innovazione inclusiva'.

'La nostra Fondazione ha scelto di investire sin da subito in Mind per sviluppare un nuovo approccio culturale e operativo d'innovazione sociale, creando contesti di contaminazione e di confronto, tra le realtà del terzo settore e dell'economia civile e gli stakeholder presenti nell'area - ha aggiunto Massimo Minelli, presidente Fondazione Triulza - In questo modo puntiamo a favorire la nascita di nuovi modelli di economia sociale. Crediamo che questo processo non possa fare a meno di una forte connessione con le comunità locali e, in particolare, con le nuove generazioni se vogliamo che innovazioni tecnologiche e scientifiche diventino patrimonio di tutti'.

Giovanni Azzone, presidente di Arexpo ha sottolineato l'importanza di promuovere un evento come il Social Innovation Campus proprio a Mind: 'Viviamo in un'epoca che propone grandi cambiamenti in tempi brevissimi che hanno un importante impatto sociale. Per questo per un ecosistema dell'innovazione come Mind è indispensabile essere protagonista del dibattito su questi argomenti, in particolare sugli effetti della rivoluzione tecnologica e digitale sulla vita reale delle persone, sulla salute, sull'ambiente, sul mondo del lavoro. Mind si rivolge soprattutto ai giovani, per loro questi temi sono delle priorità e devono esserlo anche per tutti noi'.

'Mind - ha aggiunto Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease - è un luogo in cui la piena connessione tra una molteplicità di soggetti come imprese, mondo accademico, istituti di ricerca e start up, possa favorire lo scambio di idee e di conoscenza verso uno sviluppo sostenibile e migliorare la qualità della vita delle generazioni future. Per questo, sono convinto che rappresenti il luogo ideale dove i giovani possono esprimere il loro potenziale e il Social Innovation Campus va esattamente in questa direzione come un momento di espressione e di dialogo costruttivo con i più giovani'.

Al centro del confronto tra imprese, giovani e realtà del terzo settore è stato posto il tema del rapporto tra innovazione, tecnologie, scienze e la sostenibilità e il benessere dei cittadini. 'Per noi l'innovazione deve essere utile alle persone - ha argomentato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop e di Coopfond - aiutare a migliorarne le condizioni di vita, eliminare diseguaglianze sociali, culturali e personali. Pensiamo quindi all'innovazione come ad un processo aperto, condivisibile, disponibile e replicabile. Da qui il nostro impegno per promuovere cooperative di comunità, centrate sul protagonismo delle persone per valorizzare le comunità locali in contesti territoriali e sociali vulnerabili, e startup cooperative che durino nel tempo, ampliando e valorizzando l'apporto di idee e competenze'.

Una posizione condivisa e articolata a sua volta da Marco Menni, vicepresidente vicario Confcooperative: 'Dobbiamo ricomporre il gap tra formazione, mondo dell'impresa e mondo del lavoro - ha detto Menni - Sono facce della stessa medaglia. Il senso imprenditoriale non lo danno da sole né la scuola, né l'università: un buon imprenditore viene formato nelle imprese. L'alternanza scuola lavoro e la spinta agli istituti tecnici è stata molto debole negli ultimi decenni. Va rilanciato. C'è poi il tema dell'apprendistato che non decolla per eccesso di burocrazia e concorrenza tra norme regionali. Su questi aspetti, come Paese, abbiamo molto da lavorare'.

Il ruolo della tecnologia nella costruzione di un nuovo modello di lavoro e consumo più attento alla sostenibilità e al rispetto dell'ambiente è stato al centro dell'intervento di Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson Italia & vice presidente Epson Europe: 'Oggi le aree urbane occupano solo il 2% della superficie del nostro Pianeta ma sono la causa dell'80% delle emissioni di CO2 -ha argomentato- E più della metà della popolazione del Pianeta vive oggi in città. Pensare quindi a come vivere in modo diverso la città - e in città - significa poter fare la differenza. Per noi produttori si traduce nell'impegno a sviluppare tecnologie efficienti e a basso impatto per il Pianeta, per chi le usa, scegliere ogni giorno, con consapevolezza, prodotti dalla minima impronta ambientale'. Anche la ricerca scientifica si trova impegnata in prima linea nello sviluppo di una nuova società sosteniubile e centrata sull'uomo. 'Bisogna impegnarsi concretamente per contribuire a quella contaminazione di saperi che è alla base dello sviluppo e del cambiamento - ha detto Elena Bottinelli, amministratore delegato dell'Istituto Ortopedico Galeazzi - Gruppo San Donato - Attraverso il Social Innovation Campus, l'Istituto Ortopedico Galeazzi mettie a disposizione di tutti la nostra ricerca scientifica, l'attività clinica, le potenzialità dei big data, presupposti necessari per creare innovazione di valore nella Medicina. L'impegno dei nostri medici e ricercatori contribuisce a ridurre l'impatto delle patologie cronico degenerative sulla società del futuro'.