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Inps: nel 2018 crescono del 19,9% i lavoratori intermittenti

Mlp

Roma, 14 nov. (askanews) - Nel 2018 il numero medio di lavoratori dipendenti intermittenti è stato pari a 235.224 (+19,9% rispetto al 2017). Il mese di giugno, con 259.609, è stato quello con il maggior numero di lavoratori. E' quanto emerge dall'Osservatorio dell'Inps.

Tutti i mesi del 2018 risultano in forte aumento rispetto al 2017 con la punta massima nel mese di gennaio (+74,1%). Non si rilevano differenze significative nella distribuzione per genere, sia nel 2017 sia nel 2018.

Nel 2018 l'88,4% del numero medio di lavoratori dipendenti intermittenti aveva la qualifica di operaio. Analizzando infine la variabile territoriale, nel 2018 il 34% degli intermittenti lavora nel Nord-est, segue il Nord-ovest con il 33,8% , il Centro con il 20,6%, il Sud con il 9%, fino al 2,7% nelle Isole.

La retribuzione media annua nel 2018, pari a 2.161 euro nel complesso, aumenta all'aumentare dell'età e risulta poco differenziata per genere; la classe di età con la retribuzione media più elevata è quella tra 60 e 64 anni con 3.424 euro. Nell'anno 2018 il numero medio di giornate retribuite è pari a 45, crescente al crescere dell'età con il valore massimo, pari a 59 giornate, ancora in corrispondenza della classe di età tra 60 e 64 anni.

Il contratto di lavoro intermittente è il contratto, nella maggioranza dei casi a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi, anche con riferimento alla possibilità di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno