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INR punita dalle prospettive cupe

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La chiusura per la festività del Gurunanak Jayanti arriva al momento giusto, giacché la rupia indiana (INR) sta cedendo terreno contro le valute principali sulla scia del declassamento dell’outlook da parte di Moody’s e di dati economici deludenti. La decisione dell’India di non sostenere l’accordo multilaterale, sostenuto dalla Cina, per il Partenariato Economico Regionale Globale (RCEP) non sorprende granché in vista dei negoziati bilaterali con gli USA che iniziano domani. Poiché stanno aumentando le incertezze sul potenziale accordo provvisorio fra USA e Cina, le valute dei mercati emergenti dovrebbero rimanere sotto pressione.

La decisione della banca centrale indiana (Reserve Bank of India, RBI) di tagliare il suo tasso sui pronti per la quarta volta nell’anno in corso - in un contesto di rallentamento economico, con un’inflazione moderata e una crescita economica pari al 5% nel trimestre luglio-settembre, minimo da sei anni, - cui ha fatto seguito la pubblicazione di dati scarsi riferiti a produzione manifatturiera e industriale, non sembrano favorevoli. In effetti, le attività del manifatturiero e del settore servizi appaiono molto esposte, come mostrano i PMI servizi e manifatturiero di ottobre, attestasi rispettivamente a 49,2 punti (precedente: 48,7), in territorio di contrazione per il secondo mese di fila, e 50,6 (precedente: 51,4), fascia più bassa da 27 mesi. A ciò si aggiunge la marcata flessione della produzione industriale a settembre, scesa ai livelli più deboli dal marzo 2009, un segnale preoccupante per il governo di Narendra Modi, che deve far i conti con gli interrogativi sull’efficacia delle sue politiche. A questo proposito, l’agenzia di rating Moody’s è la prima a lanciare l’allarme, declassando l’outlook indiano da “stabile” a “negativo”, cosa che potrebbe portare anche a un futuro declassamento del merito creditizio a “speculativo” o “spazzatura”, decisione che le altre due agenzie, Fitch e S&P, ancora non hanno adottato, mantenendo entrambe un outlook “stabile”. Ci sono buone ragioni per ritenere che il dato sul PIL t/t riferito al T3, che sarà diffuso il 29 novembre 2019, mostri un tiepido recupero, intorno al 5,5%, trainato principalmente dall’effetto di base positivo nel periodo corrispondente. Il recupero dell’1,10% della coppia USD/INR, da 70,69 (minimo 05/11/2019) all’attuale 71,4675, dovrebbe pertanto continuare, sulla scia delle persistenti incertezze geopolitiche.

By Vincent Mivelaz

Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online