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Intelligenza artificiale e Big Data: l'industria italiana va meglio di quella tedesca e francese

·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Robotics engineer officer had routined checking and repairing robot program and equipment in metal factory. (Photo: Cravetiger via Getty Images)
Robotics engineer officer had routined checking and repairing robot program and equipment in metal factory. (Photo: Cravetiger via Getty Images)

Il punto di rottura, quello che ci ha costretto a uscire dalla comfort zone della manifattura onnipotente, è stato il 2001. L’ingresso della Cina nel Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, fece capire all’Europa, e quindi all’Italia, che la competizione si stava facendo più agguerrita, ma soprattutto che si stava già spostando sui settori ad alto impatto tecnologico. Iniziò così la rincorsa della manifattura italiana, quella degli impianti e dei macchinari chiamata a costruire una nuova posizione di forza. Tutto quello che non era stato fatto fino a quel momento non poteva essere più nascosto sotto al tappeto. Bisognava, e bisogna, digitalizzarsi. A che punto è arrivata questa rincorsa? Se si restringe il campo all’Europa - il primo mercato per l’export - l’Italia è dietro a Germania, Francia e Spagna. Ma non su tutto. Anzi.

Meglio degli altri sui robot e i big data, ma nelle imprese pochissimi specialisti Ict

È uno studio di Intesa Sanpaolo-Prometeia a fare il punto sullo stato di avanzamento della digitalizzazione nella manifattura italiana e a metterla a confronto con quella di Germania, Francia e Spagna. L’indicatore complessivo di digitalizzazione tiene conto di cinque sotto-indicatori principali, dalla velocità delle connessioni all’utilizzo dei robot industriali. Se si prende questo indicatore a livello assoluto viene fuori una storia già conosciuta e che ci ha ricordato recentemente anche la Commissione europea, piazzandoci al quart’ultimo posto in Europa nella classifica sul grado di digitalizzazione delle economie nazionali. Davanti soltanto a Romania, Grecia e Bulgaria. Anche in questo caso il nuovo indicatore dice che con un livello dell’indice pari a 26.2 siamo dietro a Germania (31), Spagna (28.7) e Francia (28.6). Ma quando si passa ai sotto-indicatori emergono anche alcune posizioni di forza dell’...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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