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Intesa Sp: per i distretti nel 2021 rimbalzo produttivo a +11,8%

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 22 apr. (askanews) - Nei distretti industriali "per il 2021 è atteso un rimbalzo dei livelli produttivi, con un +11,8%" dopo un calo del fatturato del 12,2% nel 2020. È la stima indicata dal centro studi di Intesa Sanpaolo nel 13esimo rapporto annuale sull'evoluzione delle imprese distrettuali. Il recupero però "sarà parziale e lascerà il fatturato dell'aggregato distrettuale del 3% circa inferiore al livello del 2019. Pesano le difficoltà del Sistema moda e, più in generale, una prima parte dell'anno ancora penalizzata dalla pandemia".

"La reazione è significativa - spiega la direzione Studi e Ricerche della banca - considerando che l'anno scorso il 25,2% delle imprese ha avuto una marginalità negativa. Circa la metà di queste aziende ha potuto contare sulla liquidità interna per appianare le perdite; le restanti hanno potuto attivare moratorie o finanziamenti garantiti a tassi agevolati".

Più elementi "ci spingono a un cauto ottimismo e a pensare che le filiere distrettuali possano continuare a rappresentare un tratto imprescindibile del tessuto produttivo italiano. In presenza di know-how e competenze diffuse, il 'gioco' virtuoso di concorrenza e cooperazione continua tra attori della filiera ha consentito a molti distretti di competere con successo all'estero o di collocarsi stabilmente nelle catene globali del valore".

Per i prossimi anni "sarà fondamentale impiegare bene le risorse provenienti da Next Generation Eu e far ripartire gli investimenti in macchinari 4.0, digitale, green, capitale umano. Le Pmi distrettuali possono vincere queste sfide". Sul fronte del digitale "nei distretti già prima della pandemia era in crescita l'incidenza di Ict e R&S sul totale degli acquisti di beni e servizi, salita nel 2019 al 4,1% (dal 3,7% del 2016), grazie al traino della meccanica". I processi di digitalizzazione "hanno subito un'accelerazione nel 2020, soprattutto nel lavoro a distanza e nei distretti. Restano però ritardi, in modo particolare tra le imprese più piccole".

"Si rafforza - aggiunge il centro studi - la sensibilità alla transizione ecologica: la quota di brevetti ambientali è più che raddoppiata rispetto ai primi anni Duemila". Per il capitale umano, inoltre, è "crescente il ruolo degli istituti tecnici superiori nel fornire personale qualificato, ma la strada è ancora lunga".

Glv