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Inversione storica negli affitti per studenti. Per il Covid calano i prezzi anche a Milano

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(Photo: Dougal Waters via Getty Images)
(Photo: Dougal Waters via Getty Images)

Inversione storica per gli affitti degli studenti. A causa del Covid, che ha creato uno squilibrio tra la domanda di alloggi (crescente, ma che non basta a coprire l’offerta), le tariffe stanno scendendo. Il prezzo di una stanza singola, in Italia, è calato del 2,5% negli ultimi dodici mesi mentre a Milano, la città in cui gli affitti sono da sempre più costosi, il tracollo dei prezzi è del -9% (470 euro per una singola). A svelarlo è l’ultima analisi sulle principali città universitarie effettuata da Immobiliare Insights, business unit di Immobiliare.

La situazione che si presenta è inedita. Se in passato la domanda per questo mercato non riusciva quasi mai a trovare risposta nell’offerta, oggi le richieste, seppur cresciute quasi del doppio rispetto al 2020, non bastano a coprire l’offerta, che continua ad aumentare (+ 60,6% rispetto allo scorso anno).

Ma quanto si spenderà più o meno per una stanza in affitto? Milano rimane la più costosa, sebbene le singole siano scese sotto quota 500 euro (470 euro) e le doppie sotto quota 300 (285 euro). Segue Roma, dove chi cerca una stanza deve spendere di media 417 euro e 246 euro per un posto in doppia.
A Bologna e Firenze per affittare una singola sono necessari poco meno di 400 euro (395 e 385 euro, rispettivamente). Sotto questa soglia si trovano poi Venezia – dove per una singola si chiedono in media 353 euro – Padova (336 euro), Torino (324 euro), Siena (321 euro), Napoli (320 euro) e Pisa (307 euro).

Le variazioni più consistenti si registrano a Pavia e Milano, con oscillazioni negative che superano il 9%, e Napoli, -8,2%. Calo consistente anche per Bologna, che sfiora il -6%, e Torino (-5%). In controtendenza Catania, Padova e Bari dove i prezzi hanno subito invece una variazione positiva (5,7%, 5,3% e 3,7%, rispettivamente). Cresce di oltre sette volte in un anno la domanda a Napoli: +629% su base annuale. Seguono Torino (166%), Firenze (152,2%) e Catania (123,7%). Rispetto al 2020 sono cresciute di oltre il 30% le ricerche effettuate a Milano e Palermo e di più del 20% quelle su Bologna e Roma. Padova è la città che registra l’incremento minore (11,1%) rispetto allo scorso anno, tuttavia, se confrontata con il periodo pre-pandemico (2019), la crescita anche qui è realmente significativa: +367,1%.

Tutti i principali poli universitari, con la sola eccezione di Palermo, mostrano una disponibilità di stanze in forte aumento rispetto al 2020, segno che gli studenti vogliono ricominciare a seguire le lezioni in presenza. In pole position Padova, che sfiora il +150%, e Pavia, che si attesta al +135%. Sopra il 70% Catania, Pisa e Siena. Appena sotto questa soglia si trova Torino (66%). Seguono – comunque con un aumento dell’offerta superiore al 30% - Milano (42,5%), Firenze (38,2%), Bari (35,1%) e Roma (32,2%). L’unica città in cui la percentuale è negativa è Palermo (-23,5% in un anno).

“La pandemia ha avuto effetti profondamente diversi tra l’acquisto dell’immobile e la sua locazione – ha affermato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – .Sul comparto delle compravendite si è registrato un nuovo interesse verso l’abitazione, tornata ad essere considerata come un bene rifugio, e questo ha sostenuto il numero delle transazioni e la stabilità dei prezzi. Il mercato delle locazioni, invece, ha subìto immediatamente un pesante impatto soprattutto nelle grandi città, svuotatesi in poche settimane di studenti e lavoratori. I proprietari che avevano investito in immobili nell’ottica di avere un reddito integrativo si sono trovati ad avere appartamenti vuoti per più di un anno. Questo ha portato all’aumento dell’offerta e al ribasso dei prezzi. Va detto che però, dall’altro lato, stiamo assistendo a un calmieramento dei canoni di locazione che erano diventati quasi inaccessibili in alcune città, dove i fuorisede si contendevano la scarsa offerta di stanze”.

I segni di ripresa della domanda evidenziati nell’analisi – conclude Giordano – “fanno ora pensare ad un ritorno alla normalità per ciò che riguarda la presenza di studenti e lavoratori nelle nostre città, rimane da capire cosa accadrà ai prezzi nei prossimi mesi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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