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Invesco: ostacoli superabili sulla strada di Draghi

Virgilio Chelli
·2 minuto per la lettura
Invesco: ostacoli superabili sulla strada di Draghi
Invesco: ostacoli superabili sulla strada di Draghi

Luca Tobagi mette in evidenza i principali fattori che vanno considerati e tenuti sotto osservazione per valutare l’impatto dell’incarico affidato a Mario Draghi dal presidente Mattarella. Il giudizio dei mercati

Il percorso di Mario Draghi verso la formazione di un governo appare praticabile, ma si presenta potenzialmente accidentato. Sostenere Draghi per i movimenti più orientati al populismo e al sovranismo può essere politicamente costoso. Siamo comunque solo all’inizio, i mercati finanziari, con valide ragioni, guardano oltre le vicende politiche italiane di breve periodo. Partendo da questa considerazione, Luca Tobagi, CFA Investment Strategist, Product Director di Invesco Investment Solutions, in una articolata analisi mette in evidenza i principali fattori che l’investitore deve considerare per valutare l’impatto dell’incarico affidato a Draghi dal presidente Mattarella.

NEXT GENERATION E LE RIFORME

Il primo riguarda la gestione delle risorse del piano Next Generation EU, che è stato il tema dominante di tutta la recente crisi di governo, vista dai mercati finanziari. Se la percezione dei mercati dovesse cambiare, secondo Tobagi potremmo tornare a sperimentare un calo della fiducia nei confronti dell’Italia probabilmente con un impatto attutito dalla BCE. Poi l’esperto di Invesco cita le riforme strutturali collegate all’utilizzo delle risorse di Next Generation EU. Il tema potrebbe diventare tanto più complicato quanto più l’eventuale maggioranza del governo Draghi fosse eterogenea, perché il premier designato potrebbe dover concedere qualcosa a un maggior numero di interlocutori.

LE DIFFERENZE CON MONTI

Tobagi poi osserva che la decisione di Mattarella ricorda per alcuni aspetti la nomina di Mario Monti nel 2011, ma aggiunge che questa volta l’Italia non è sotto pressione grazie anche al “Whatever it takes” dello stesso Draghi nel 2012. Ma il sentiero che Draghi ha davanti è molto stretto, con il semestre bianco che comincerà il 31 luglio 2021 mentre alcune componenti spingono per elezioni anticipate prima della scadenza della legislatura nel 2023. Tobagi osserva anche che in Europa il consenso per Draghi potrebbe essere meno unanime di quello manifestato dai mercati.

GESTIONE PIÙ DIFFICILE DELLA PANDEMIA

Infine, l’esperto di Invesco sottolinea la percezione della classe politica italiana, che ha dovuto gestire la pandemia con un’economia più vulnerabile di altre, appesantita dal fardello del debito pubblico già molto elevato prima della crisi. Forse, osserva Tobagi, oggi ci troviamo in uno di quei casi in cui la complessità della situazione va oltre ciò che i mercati finanziari riescono a sintetizzare senza perdere troppo contenuto informativo.

NECESSITÀ DI UNA SINTESI

Per questo, compiere una sintesi a partire da un universo informativo più ampio dovrebbe essere il compito della politica, e qui sta la motivazione per cui il Presidente della Repubblica ha scelto la designazione di un primo ministro di indiscutibile competenza e di caratura e prestigio internazionali.