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Investimenti, andiamo oltre timori pandemia c’è ottimismo

·3 minuto per la lettura

Ci stiamo forse lasciando ingessare un po’ troppo dalle previsioni di breve termine che non fanno altro che parlare di una situazione in miglioramento, ma con ancora rischi che permangono a causa della pandemia che ancora morde molte economie mondiali.

Vero, i paesi in via di sviluppo in molti casi non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino e nei paesi industrializzati si è alle prese con una porzione rilevante di popolazione non intenzionata a vaccinarsi. Questi sono fattori oggettivi che tengono in bilico l’economia e gli investimenti.

Ma proviamo a guardare un po’ più lontano in questa occasione, non molto distante, fermiamoci al 2026 – 2027 per capire, al di là della pandemia che stiamo provando a scrollarci di dosso con la scienza, quali dinamiche condurranno la crescita o la potrebbero mettere a rischio.

Robeco ha presentato il suo rapporto annuale dal titolo ‘Expected Returns (2022-2026)’ che sarà presentato il prossimo 7 ottobre, ma di cui si hanno alcune anticipazioni.

La crisi climatica più rilevante della pandemia

Siamo ad un mese dalla COP 26 di Glasgow che il Regno Unito prepara insieme all’Italia. Sotto un certo punto di vista potremmo dire che Glasgow sarà ancor più importante di Parigi 2015.

La crisi climatica è, infatti, la principale fonte di rischio per l’umanità e di conseguenza per l’economia reale e per i mercati finanziari, quindi anche per gli investimenti di chiunque. Questo Robeco lo pone al primo posto tra le fonti di rischio strategiche per gli investitori.

Il cambiamento è già in atto, la Commissione europea si appresta ad emettere debito comune sotto forma di green bond che trasformeranno nel breve l’Ue nel maggiore mercato di obbligazioni verdi.

Ma bisognerà stare attenti anche a quei mercati obbligazionari dei paesi emergenti dove è difficile applicare misure contro il cambiamento climatico e dove quindi i bond saranno legati a maggiori emissioni di CO2. Questi titoli potrebbero nei prossimi anni essere messi sotto pressione per una crescita di consapevolezza.

Inoltre si tenga presente che già prima della pandemia era in atto una azione di disinvestimento dai progetti legati ai combustibili fossili (vedasi la BEI in Ue) e questo nei prossimi anni costituirà un premio di rischio per chi investe nel settore petrolifero, dice Robeco come riportato dal Financialounge.

Economie in crescita

Se questo è il rischio presente e futuro più grande, è anche vero che l’azione dei governi sta approntando maxi piani di investimento per ridurre gli effetti climatici (esempio: Next Generation EU) e proprio questo cambiamento produrrà nelle economie uno scatto, una crescita che è al momento in una fase di preparazione.

Secondo gli analisti di Robeco siamo agli inizi di un nuovo periodo di espansione che potrebbe presentarsi molto intenso, anche se non privo di rischio.

Si fa infatti notare che essendo i tassi di interesse reali negativi, i consumi crescono insieme agli investimenti (ovviamente nelle economie sviluppate), e allo stesso tempo resta intatto il legame tra investimenti pubblici e delle imprese a beneficio della crescita produttiva. In questa dinamica sono visti in aumento i salari reali e i consumi.

Un occhio all’inflazione andrà tenuto, perché se c’è crescita sostenuta significa che ci sarà anche inflazione stabile e duratura, aggiungiamo noi.

Essere positivi con freddezza

Se una sfida come il cambiamento climatico viene accettata da tutti e vista come un passaggio storico positivo, oltre che necessario, ci sarà necessità di migliorare le tecnologie esistenti e di crearne di nuove per migliorare la qualità della vita. Ma bisognerà farlo con l’acceleratore e questo porterà alla nascita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, di attività di impresa e di innovative opportunità d’investimento che faranno un gran bene ai nostri portafogli finanziari.

This article was originally posted on FX Empire

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