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Investimenti e social media: cosa insegna il caso GameStop

Morningstar
·3 minuto per la lettura

Cosa c’è dietro il rally improvviso di GameStop? Il titolo della catena americana di negozi di videogame per console è cresciuto del 1.172% negli ultimi 15 giorni di contrattazioni (all'1 febbraio 2021) e ora la sua valutazione di mercato è tre volte superiore a quella di fine 2007, quando l’azienda era leader del mercato e cresceva negli utili più del 20%. Ora, però, le dinamiche del settore sono molto lontane da quelle di 13 anni fa: la crescita degli store online legati alle diverse piattaforme di gaming (Xbox, PlayStation, Nintendo) ha da tempo messo in crisi le vendite di GameStop che negli ultimi anni ha dovuto chiudere migliaia di punti vendita in tutto il mondo.

Il rally nonostante i poveri fondamentali

Il sentiment del mercato era negativo, e a confermarlo c’è il dato sul rapporto tra il flottante, circa 27 milioni di azioni, e il numero di shares shortate dal mercato, quasi 62 milioni (dati al 15 gennaio 2021). Circa tre volte. Questo dimostra come gli investitori istituzionali, ipotizzando un ulteriore deterioramento del business dell’azienda, abbia scommesso sul ribasso delle quotazioni del titolo prendendo posizioni corte.

Allora come si spiega il suo exploit in Borsa? Attorno al 20 di gennaio su WallStreetBets, un forum (o Reddit) tematico sui mercati azionari che conta oltre 3,4 milioni di utenti, si è iniziato a parlare di GameStop, una parte dei partecipanti puntava sul miglioramento dei fondamentali dell’azienda e vedeva l’ingresso nel capitale sociale di Ryan Cohen, fondatore della società di alimenti per animali Chewy, come un segnale di ripresa. Altri, invece, sono stati guidati da una sorta di rivincita nei confronti dei grandi fondi di investimento che avevano scommesso sul crollo delle azioni GameStop. Il risultato: l’esplosione delle quotazioni del titolo e perdite enormi per molti hedge fund. Melvin Capital Management, ad esempio, solo nel mese di gennaio ha dilapidato un capitale di 6,6 miliardi di dollari a causa delle sue posizioni short sul titolo bruciando oltre il 50% del suo patrimonio, ma si stima che complessivamente le perdite di questi investitori istituzioni ammontino a circa 40 miliardi di dollari.

I rischi per gli investitori

Qualcuno parla di democratizzazione degli investimenti. Diversamente da quanto accadeva diversi anni fa, oggi gli investitori retail hanno molte più armi a loro disposizione per formulare delle proprie idee di investimento e per operare sui mercati. Dati e ricerca finanziaria sono disponibili a costi accessibili e grazie ad alcune piattaforme di trading come Robinhood, salita agli onori della cronaca in seguito al rally di GameStop, è possibile comprare e vendere titoli praticamente senza alcuna commissione. Altri parlano della grande rivincita dei piccoli investitori che si servono di titoli come GameStop, AMC, BlackBerry, Nokia o del prezzo delle commodity, come testimonia il recente andamento dell’argento, per mettere in ginocchio i lupi di Wall Street.

La vicenda di GameStop però ci deve far riflettere sui possibili rischi per i piccoli investitori. “Molti si sono fatti trascinare dall’euforia creata dal rally del titolo”, dice Jeffrey Ptak, analista di Morningstar. “Alcuni di loro hanno realizzato profitti enormi. Altri hanno perso tutti i loro risparmi. Morningstar, però, ha più volte dimostrato nelle sue ricerche quanto costosa possa essere l’attività di trading soprattutto in termini di perdite prodotte dall’errato timing del mercato e di come le persone abitualmente tendano a sovrastimare le proprie conoscenze in materia finanziaria”.

Di Francesco Lavecchia

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online