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Investimenti ESG, la guida per iniziare

·6 minuto per la lettura

Fino a qualche anno fa i green bond, i fondi dedicati all’ambiente o i fondi dedicati alle società che rispettano le comunità locali e i lavoratori, erano appannaggio di pochi investitori “etici”. Oggi gli investimenti ESGEnvironmental Social Governance, appaiono a tratti come una necessità, se non addirittura un obbligo dal quale non ci si può sottrarre, nella maggior parte dei casi come una nuova ottima occasione di allargare il portafoglio di investimento per fare più soldi.

Come stanno le cose? Davvero è tutto ESG quello che luccica? Partiamo anzitutto dal capire cosa significa ESG e da qui ci orienteremo per evitare di essere presi per il naso da chi fa apparire le proprie classi di attività ciò che non sono: rispettose dell’ambiente, rispettose dei diritti sociali e quindi delle persone, capaci di una buona gestione dell’azienda.

Cosa significa ESG – Environmental Social Governance

ESG è l’acronimo che sta per Environmental, Social, Governance, ed è anzitutto un approccio regolamentato per valutare le società sotto il profilo del rispetto:

  • dell’ambiente che lo circonda;

  • della società civile in cui opera, compresi gli operai/aie;

  • della buona gestione dell’impresa.

Ciò ci fa comprendere che le caratteristiche ESG integrano nella valutazione dell’azienda informazioni non finanziarie, ma che hanno un impatto nei processi di investimento se adottati.

Significa anzitutto che una azienda non è obbligata ad aderire a questi criteri di valutazione non finanziari, a meno che gli venga imposto dalle leggi nazionali o internazionali, ma significa anche che, una volta scelto di rispettarli, essi avranno un impatto anche non trascurabile sul valore borsistico del titolo azionario.

Le normative europee sugli ESG

Dal 2014 l’Unione Europea si è dotata di una serie di normative a partire dal 22 ottobre 2014 con la direttiva europea 2014/95/UE che obbliga le società di pubblico interesse con oltre 500 dipendenti, a fornire informazioni non finanziarie che includono informazioni sulla gestione ambientale, sociale, questioni legate ai lavoratori, la diversità, il rispetto dei diritti umani, azioni contro la corruzione.

Nel 2017 si è aggiunta la direttiva che ha istituito le Linee guida sui report non finanziari che è poi stata aggiornata nel 2019 dalla direttiva 2019/C209/01.

Di cosa tengono conto gli ESG?

Non è così semplice definire con esattezza i parametri ESG, non esistendo una normativa unica internazionale e dovendosi quindi riferire a quelle nazionali o di area geografica come dimostrano le direttive europee.

Ad esempio Euronext per le sue borse europee ha distribuito un documento contenente le sue linee guida per le società intenzionate a presentare prodotti finanziari con “etichetta” ESG, che si riferiscono alle direttive europee.

Mentre il Nasdaq nel maggio 2019 ha creato le sue linee guida per supportare quelle società intenzionate a listare sui mercati gestiti dal Nasdaq, prodotti finanziari legati ai criteri ESG.

Prendendo come riferimento Euronext (ENX), nelle sue linee guida sintetizza in 17 punti i criteri che le aziende devono rispettare:

zero povertà; fame zero; buona salute e benessere; educazione di qualità; parità di genere; acqua pulita; energia pulita e conveniente; lavoro dignitoso e crescita economica; industria, innovazione e infrastrutture; riduzione delle diseguaglianze; città e comunità sostenibili; responsabilità nella produzione e nel consumo di materie; azione climatica; rispetto della vita nei mari e fiumi; rispetto della vita sulla terra ferma; pace e giustizia; collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi.

Si comprende come sia complesso definire e rispettare nel dettaglio i criteri ESG per una società quotata e/o uno strumento finanziario. Va da sé che per una società quotata in borsa, rispettare i criteri ESG per ottenere un buon rating è un processo che richiede anni e che non può sempre essere raggiunto in breve tempo: l’adozione ha un costo.

Questi particolari un investitore dovrà tenerli in considerazione quando sceglierà società e prodotti ESG.

Cos’è il rating ESG

Il rating ESG è una valutazione obiettiva dell’impegno che una società sta mettendo nell’adottare pratiche rispettose dell’ambiente, dei suoi lavoratori e del tessuto sociale nel quale si inserisce, e gli sforzi compiuti per attuare una buona governance della società.

Bisogna però considerare che i parametri ESG variano da settore a settore. Questo significa che il settore petrolifero ha i suoi criteri, il settore sanitario i suoi, il settore delle telecomunicazioni altri parametri ESG, e così via.

Si deve tenere conto anche del fatto che se un intero settore industriale ha un rating ESG basso, ciò non vuol dire che al suo interno non vi possano essere società quotate che hanno all’opposto un rating ESG superiore alla media del settore.

Può ad esempio capitare che nel settore petrolifero si trovino società molto avanti nell’implementazione dei criteri ESG, e società del settore tecnologico più indietro.

ESG e gestione del rischio

Gli investimenti ESG possono essere utili anche per ottimizzare la gestione del rischio. Infatti, chi investe tenendo conto dei principi ESG, quando pesa una società, un ETF o altro strumento finanziario, può valutare andando oltre le informazioni finanziarie e guardare ad altri fattori “ambientali” che non sono trascurabili e che riassumiamo come segue:

  • Rischi sistematici: schemi climatici; scarsità di acqua; sicurezza dei dati; carenza di competenze.

  • Rischi legati a singoli titoli: incidenti; frodi; interruzione della produzione; scioperi.

Se infatti una grande società impatta significativamente sull’ambiente e non corregge il suo approccio, rischia di creare problemi sistemici locali che sul lungo periodo potrebbero impattare sulla redditività dell’impresa e di conseguenza sul valore del titolo. Avere accesso a tali informazioni per l’investitore è cruciale, al fine direzionare i propri fondi su quelle imprese che questi rischi li calcolano e fanno di tutto per evitarli: resilienza sistemica.

Aiuterà anche nel fare una migliore analisi fondamentale.

Fondi ESG

Ma quali sono i fondi ESG sui quali l’investitore può puntare? Numerose società di gestione dei patrimoni, banche e società finanziarie hanno messo a punto numerosi fondi ESG e altri ne nasceranno in futuro.

Vi sono ad esempio i fondi ESG iShares o UBS, legati agli indici MSCI Usa o Europe ESG, ma vi sono una miriade di ETF che vantano di essere legati a titoli azionari o a settori in cui si rispettano i criteri ambientali, sociali e di governance.

Quello che qui si vuol far passare, è che quando si pensa agli investimenti ESG, è importante leggere nel dettaglio le informazioni legate all’asset finanziario prima di aderirvi. E dal momento che tutti gli strumenti finanziari ESG sono in ultima istanza legati a titoli azionari, quindi a società reali, è buona norma verificare almeno a campione se le aziende incluse nel fondo effettivamente stanno implementando i criteri ESG. E questo lo si può fare controllando il rispettivo rating.

Il rischio di incappare in finti strumenti finanziari ESG c’è e nei prossimi anni potrebbe crescere.

Il greenwashing

Forse, infatti, avrai sentito o letto il termine greenwashing. Non è una buona parola, significa che una azienda sta tentando di farsi passare come ESG ma in realtà non lo è affatto, solo di facciata ovvero quella mediaticamente visibile.

In Europa la normativa tenta di combattere tale fenomeno grazie al regolamento SFDR, definendo le caratteristiche che un fondo deve avere per essere davvero sostenibile.

Incappare in un fondo ESG che fa greenwashing mette a rischio il capitale: scoperta la frode è default automatico.

Concludendo

Gli investimenti ESG faranno sempre più parte dei nostri portafogli di investimento, ma è bene informarsi bene prima di investire. Alcune società di gestione patrimoniale o di informazione finanziaria, forniscono report annuali o di periodo dedicati all’argomento. Bloomberg, BlackRock, sono solo alcune società che forniscono materiale aperto attraverso cui informarsi e formarsi.

This article was originally posted on FX Empire

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