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Investire nel “cloud”: ridurre le emissioni ma non l’alpha

Pierpaolo Molinengo
 

Hendrik-Jan Boer, Responsabile degli investimenti azionari sostenibili e a impatto di NN Investment Partners, spiega che la crescita del modello di business del “cloud computing” offre nuove opportunità d’investimento in aziende che stanno effettuando la transizione digitale. Società come Adobe, Intuit e Microsoft giocano un ruolo importante nella trasformazione digitale della nostra economia, e si prevede che nei prossimi tre anni possano assicurarsi le quote incrementali più significative dei budget IT, prevalentemente a seguito del passaggio della mole di lavoro da un livello locale al “cloud”. L’intero settore offre crescita favorevole, un modello di business interessante basato su formule in abbonamento, e un impatto ambientale positivo. Inoltre, poiché le direzioni delle aziende stanno rendendo prioritari il “cloud computing” e la trasformazione digitale, il settore nel suo complesso sembra destinato a crescere rapidamente nel prossimo futuro.

Da un punto di vista ambientale, Hendrik-Jan Boer ha identificato molti vantaggi offerti dal “cloud computing”. Un’infrastruttura basata su “cloud” è più efficiente dal punto di vista energetico rispetto a una tradizionale installazione locale. La capacità del server nella tecnologia “cloud” aumenta e diminuisce per adattarsi a esigenze mutevoli, pertanto i clienti utilizzano solo l’energia di cui hanno bisogno e non lasciano eccessive impronte di carbonio. Aziende leader del “cloud hyperscale”, quali Adobe, Microsoft Azure e Amazon Web Services (che fornisce l’infrastruttura “cloud” per Intuit) si sono poste l’obiettivo di riuscire a utilizzare il 100% di energie rinnovabili e hanno già compiuto passi significativi verso tale traguardo. Gli investitori che vogliono ridurre la propria impronta di carbonio possono farlo investendo nei colossi tecnologici che si sono impegnati a sostenere l’operatività ecocompatibile.

In NN Investment Partners sono state individuate opportunità di generare alpha per gli investitori che desiderano esporsi alla transizione verso il “cloud computing”, con impronta di carbonio più ridotta, e al contempo conseguire rendimenti interessanti.

I fondi azionari sostenibili, quale il fondo NN (L) Global Sustainable Equity, sono posizionati in modo ottimale per trarre vantaggio dalla crescita del “cloud computing” (ad esempio con posizioni in aziende come Adobe, Intuit e Microsoft). Questi investimenti hanno avuto un impatto positivo sia sulla nostra impronta di carbonio, sia sulla generazione di alpha. Mentre prosegue la trasformazione digitale, e il “cloud computing” sta diventando un aspetto sempre più imprescindibile della nostra vita quotidiana, sono allo studio crescenti opportunità per gli investitori che intendono ridurre le emissioni di carbonio e continuare a beneficiare della generazione di alpha.

Benché il “cloud computing” dia accesso a una serie infinita di possibilità, la transizione digitale non è priva di rischi - spiega Hendrik-Jan Boer -. I titoli azionari nell’ambito del “cloud computing” sono attualmente scambiati a livelli di valutazione elevati, e sono inoltre diffusi i rischi legati alla sicurezza informatica . Valutiamo questi fattori attraverso i nostri processi di screening per garantire che l’analisi delle nostre decisioni di investimento sia il più possibile completa. Anche dopo aver tenuto conto di questi rischi, continuiamo a ritenere che all’interno del “cloud” l’impatto sia più ecocompatibile. Non solo il “cloud computing” consente di risparmiare miliardi di dollari in costi energetici, ma può anche ridurre le emissioni di carbonio di milioni di tonnellate.  Attraverso gli investimenti in titoli azionari di “cloud computing” all’interno dei nostri fondi azionari sostenibili, offriamo ai clienti l’esposizione alla crescita sostenibile, beneficiando dei rendimenti e in combinazione con una riduzione dell’impronta di carbonio.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online