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Investire sul futuro con l’economia circolare

Redazione
·4 minuto per la lettura
Investire sul futuro con l’economia circolare
Investire sul futuro con l’economia circolare

Il terzo appuntamento con la collana video “Future is Now” sugli investimenti tematici di Candriam, è dedicato all’economia circolare. La riduzione delle risorse naturali associata all’aumento della popolazione rende il modello dell’economia lineare classica insostenibile nel tempo

Se la razza umana desidera prolungare la sua esistenza su questo pianeta, dovrebbe almeno aspirare a cambiare il suo modello di esistenza a immagine della natura. In questa puntata della collana video “Future is Now” sugli investimenti tematici di Candriam, si affronta un tema di estrema attualità, con impatti molto importanti sul futuro quale quello dell’economia circolare. La riduzione delle risorse naturali associata all’aumento della popolazione e dei consumi mondiali rende il modello dell’economia lineare classica insostenibile nel tempo.

SERVE CAMBIARE MODELLO

Secondo il World Resources Institute, il consumo di energia per il fabbisogno domestico è responsabile del 73% delle emissioni di gas serra causate dall’uomo, bruciando combustibili fossili. La prospettiva non lascia ben sperare: entro la fine del secolo, proprio a causa del modello di economia lineare su cui si basa l’intero sistema, la temperatura del pianeta è destinata ad innalzarsi fino a 3 gradi centigradi in più rispetto ai livelli preindustriali, anche se i Paesi rispetteranno gli impegni attuali in tema di transizione energetica.

COSA FARE?

Negli ultimi anni, il numero di Paesi disposti a ridurre, riutilizzare e riciclare è in deciso aumento. Anche quelli che decidono di acquistare da aziende che utilizzano materiali riciclati per regolare la produzione. Il modello a cui ispirarsi è quello messo a punto da Ad Lansink, biochimico e deputato olandese, che nel 1979 sosteneva che il modo migliore di procedere consisteva nel costruire una gerarchia di opzioni nella produzione di beni e servizi. La sfida si gioca su più piani, partendo dalle aziende che si concentrano sulla produzione di prodotti che rispettano questo nuovo processo, e dai consumatori che decidono di comprarli, preferendoli a quelli più economici “usa e getta”.

L’IMPEGNO DEI GOVERNI

Per rendere più circolare l’economia, occorre uno sforzo da parte di consumatori e aziende, nella direzione di regole più etiche e perseguendo standard ambientali e sanitari, ma anche da parte dei governi. L’Accordo di Parigi è stato un primo passo significativo in questa direzione. Il costo dell’energia eolica e solare è già sceso, diventando in alcuni Paesi addirittura l’opzione energetica più economica. E nel corso del prossimo decennio l’attenzione sarà focalizzata sull’idrogeno. Le Nazioni Unite hanno adottato i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, e nel 2020 l’Unione europea ha pubblicato il suo nuovo piano per l’economia circolare.

PROMUOVERE UN CAMBIAMENTO CULTURALE NEI CONSUMI

Gli articoli che durano più a lungo cominciano ad avere un buon rapporto qualità-prezzo: i beni usa e getta non sono più sostenibili in ottica futura. Alcune aziende stanno anche sperimentando prodotti che riescono a ripararsi da soli. Un altro approccio per prolungare la vita dei prodotti è la modularità, ossia creare prodotti con un numero limitato di componenti standardizzati e facilmente separabili che possono essere sostituiti. Un esempio per rendere bene l’idea è lo smartphone: siamo abituati a cambiarlo spesso, appena esce il nuovo modello. L’azienda olandese Fairphone ha creato uno smartphone progettato per durare molto più a lungo di un telefono normale, perché si possono sostituire i componenti che si usurano col tempo.

AUMENTARE IL RICICLO

Per accelerare verso l’economia circolare, occorre anche migliorare il riciclo. Produrre alluminio vergine è dispendioso in termini di energia, ma il riciclo dell’alluminio consuma il 95% di energia in meno rispetto alla produzione da materia prima. Il percorso verso l’economia circolare non è certo facile e richiederà nuovi modelli di business. Ad oggi, l’economia mondiale è circolare solo all’8%, ma si stima che entro il 2030 rappresenterà un mercato potenziale dal valore di 4mila e 500 miliardi di dollari.

TEMA DI MERCATO A LUNGO TERMINE

Un cambiamento di questa portata ha degli effetti anche sugli investimenti. In Candriam sono convinti che la circolarizzazione dell’economia globale possa essere un tema di mercato a lungo termine, in grado quindi di offrire delle possibilità interessanti soprattutto per chi preferisce un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Gli investitori avranno un ruolo nell’aiutare a superare la linearità, destinando risorse alle società che lavorano proprio per costruire un’economia circolare. Ecco il video “Future is Now – Circular Economy”: https://vimeo.com/522328450/5667c8d08b