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Investitori stanchi, non vedono fine ciclo rialzista Federal Reserve

L'edificio della Federal Reserve degli Stati Uniti è raffigurato a Washington

(Reuters) - Gli investitori che tentano di orientarsi nell'inarrestabile aumento dei tassi di interesse di quest'anno hanno nuovi motivi per muoversi con i piedi di piombo, dopo il messaggio pessimistico di Federal Reserve, che offusca le prospettiva per il mercato.

Per buona parte del mese scorso, i trader si sono gettati su azioni e obbligazioni nella speranza che la banca centrale Usa segnalasse un rallentamento nel ciclo delle strette sui tassi che deprime il mercato ormai dall'inizio dell'anno. L'indice S&P 500 ha archiviato ottobre con un progresso di 8%.

Tuttavia, il messaggio di Jerome Powell nella conferenza stampa di ieri - dopo il quarto aumento consecutivo di 75 punti base dei tassi - allontana la prospettiva di una Fed meno 'hawkish'.

Il presidente Fed ha da un lato segnalato che i futuri rialzi dei tassi potrebbero avvenire con incrementi più contenuti, ma dall'altro affermato che il "livello finale" del tasso di riferimento sarà probabilmente più alto di quanto stimato in precedenza e che all'istituto centrale resta "un po' di strada da fare" per sconfiggere l'inflazione.

La reazione degli operatori non si è fatta attendere. Le aspettative sui tassi sono aumentate, con il cosiddetto tasso terminale visto ora intorno a 5,1% in giugno, rispetto a 5,02% circa prima del Fomc.

L'S&P 500 ha lasciato sul campo 2,5%, mentre i rendimenti del Treasury a 10 anni, che si muovono inversamente ai prezzi, sono saliti di 4 punti base a circa 4,09%.

"Ogni volta che c'è stato un rally nei mercati azionari... abbiamo fatto appello alla necessità di restare difensivi" commenta Gargi Chaudhuri, responsabile della strategia di investimento iShares per le Americhe di BlackRock. "Perciò rimaniamo piuttosto difensivi sui titoli azionari... soprattutto dopo la conferenza stampa".

In effetti, le speranze di rally seguite da rapide inversioni di tendenza sono state una caratteristica della dinamica del mercato nel corso del 2022, anno durante cui l'S&P 500 è rimbalzato fino a oltre 6% per ben quattro volte per poi invertire la rotta su nuovi minimi. A oggi, l'indice Usa è in calo di 21% rispetto a fine anno.

Nel frattempo, il rimbalzo delle obbligazioni ha fatto scendere i rendimenti dei Treasury decennali scendere a 2,7% durante l'estate prima di salire a 4,3% il mese scorso.

Troy Gayeski, responsabile strategist di FS Investments, ritiene che, anche una volta chiuso il ciclo delle strette sui tassi Usa, la fase di allentamento avverrà in tempi lunghi. Questo significa che di dovrà attendere "mesi, se non trimestri" prima di tornare ad acquisti aggressivi di asset rischiosi.

"Federal Reserve vuole condizioni finanziarie più rigide e ottiene sempre ciò che vuole" spiega. "È una situazione difficile sia per il reddito fisso sia per le borse".

Naturalmente, molte cose potrebbero cambiare da qui al consiglio Fed di dicembre. Gli investitori stanno aspettando i dati sugli occupati mensili Usa di ottobre, in agenda domani, per capire se la stretta monetaria Fed ha iniziato a erodere la forza dell'economia.

In calendario la prossima settimana anche il dato sull'inflazione Usa, importante punto di inflessione per i mercati, dal momento che viaggia sui record degli ultimi decenni. Segnali di un rallentamento dell'inflazione dopo la raffica di rialzi Fed potrebbero avvalorare la tesi di una politica monetaria meno aggressiva nei prossimi mesi.

Steve Bartolini, gestore per l'obbligazionario di T. Rowe Price, si dice confortato dal fatto la prospettiva di rialzi dei tassi a ritmo più contenuto riduce il rischio di un "grave evento di stabilità finanziaria" che potrebbe compromettere il funzionamento del mercato.

Il metodo migliore di gestire la situazione, ritiene, è "iniziare a concentrarsi sulla destinazione finale piuttosto che sul ritmo". Bartolini è invece più ottimista sui titoli garantiti da ipoteca, che prevede beneficeranno di un calo della volatilità legato ad aumenti dei tassi più contenuti.

Altri osservatori giudicano tuttavia improbabile una vera inversione di rotta dei mercati fino a quando non ci saranno chiari segnali che la Fed è davvero riuscita a raffreddare l'inflazione rallentare la crescita economica.

Charles Curry, Ceo e senior portfolio manager per il reddito fisso a Xponance, fondo che ha in gestione 12 miliardi di dollari, si tiene qualche cartuccia per quando l'economia sembrerà sull'orlo di una grave flessione.

Prima di allora, "prematuro parlare di pivot, allentamento o di qualsiasi cosa del genere", spiega.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Alessia Pé)