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Ior, Caloia condannato a 8 anni. Sentenza storica in Vaticano

Maria Antonietta Calabrò
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
(Photo: Osservatore Romano / Reuters)
(Photo: Osservatore Romano / Reuters)

Il Tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone, affiancato da Venerando Marano e Carlo Bonzano, ha condannato l’ex presidente dello IOR Angelo Caloia (81 anni) in primo grado a 8 anni e 11 mesi di reclusione per i reati di riciclaggio e appropriazione indebita aggravata, e a pagare una multa di 12.500 euro; l’avvocato Gabriele Liuzzo (97 anni) a otto anni di carcere e Lamberto Liuzzo (55 anni ), figlio di Gabriele, a 5 anni e due mesi e al pagamento di una multa di 8mila euro; i tre imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici vaticani.

Pesantissima anche la condanna economica. Il Tribunale ha disposto la confisca di circa 38 milioni di euro.

Infine, gli imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni nei confronti dello IOR e della sua controllata SGIR, costituiti parte civile, per una somma superiore a 20 milioni di euro.

Sempre oggi, il Tribunale ha confermato in sede di appello l’applicazione della misura di prevenzione nei confronti di Liuzzo Gabriele, ordinando la confisca di circa 14 milioni di euro depositati presso lo IOR e già da tempo in sequestro, nonché di altri 11 milioni di euro circa, depositati presso banche svizzere.

Il dibattimento, iniziato il 9 maggio 2018, ha riguarda la vendita a prezzi ribassati di quasi tutto il patrimonio immobiliare dell’Istituto per le Opere di Religione. Una svendita di cui gli imputati hanno beneficiato personalmente. La ricostruzione dei flussi finanziari è stata possibili in base agli accertamenti della società Promontory nel 2014. La sentenza ha un valore storico per il Vaticano. È la prima volta infatti che viene inflitto il carcere per un reato finanziario, dopo decenni di scandali. E questa importanza è sottolineata in un comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede. “Si tratta - si sottolinea nella sentenza - della prima applicazione de...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.