Italia markets closed
  • Dow Jones

    31.458,01
    -32,06 (-0,10%)
     
  • Nasdaq

    11.495,62
    +77,47 (+0,68%)
     
  • Nikkei 225

    26.402,84
    -508,36 (-1,89%)
     
  • EUR/USD

    1,0600
    +0,0134 (+1,28%)
     
  • BTC-EUR

    28.451,95
    +540,36 (+1,94%)
     
  • CMC Crypto 200

    670,58
    +18,35 (+2,81%)
     
  • HANG SENG

    20.120,68
    -523,62 (-2,54%)
     
  • S&P 500

    3.930,86
    +7,18 (+0,18%)
     

Ipsos-Kelly Services: un italiano su 3 fermo al lavoro analogico

·6 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 20 apr. (askanews) - La digitalizzazione del mondo del lavoro, in Italia, è ancora una partita aperta. Ben il 31% dei connazionali occupati - uno su tre - dichiara un utilizzo basso o nullo della tecnologia e della digitalizzazione nel proprio lavoro. Mentre solo il 23% degli italiani utilizza molto o moltissimo tecnologia e digitalizzazione nel proprio lavoro. Una forbice che separa in modo netto chi è già a buon punto sulla via della digitalizzazione e chi - quel 31% di lavoratori - non ha ancora nemmeno cominciato il suo viaggio. E' quanto emerge da una indagine Ipsos condotta nelle prime settimane di aprile per Kelly Services Italia su un campione di 1000 persone dai 16 anni in su.

Parlando invece capacità e conoscenza nelle nuove tecnologie, solo il 37% si dichiara esperto o molto esperto, mentre il 53% degli italiani ritiene di avere conoscenze digitali nella media e il 10% si dichiara apertamente inesperto. Nel complesso si tratta di una fotografia che spiega il perché l'Italia si trovi tra i gradini più bassi dell'indice DESI sulla digitalizzazione del Sistema Paese: nel 2021 "piazzata" solo al ventunesimo posto in UE, ben distante dal podio di Danimarca, Finlandia e Svezia. Ma evidenzia anche l'esistenza di un vero e proprio fronte di eccellenza nel panorama della digitalizzazione italiana, composto da chi non solo vanta una buona padronanza delle competenze digitali di base, quali ad esempio saper navigare in rete e utilizzare la mail, ma manifesta competenze più evolute. Fronte che si rafforza nelle figure direttive .

"Cloud, intelligenza artificiale, linguaggi di programmazione, Internet of Thing e Blockchain: con almeno una di queste realtà il 53% degli intervistati dichiara di avere familiarità, più di uno su due - commenta Cristian Sala, amministratore delegato di Kelly Services Italia - Quota che diventa il 72% fra le figure direttive. Ciò dimostra che è l'esperienza sul campo, nel mondo del lavoro, a fornire le migliori opportunità di crescita digitale. Da qui l'importanza di una formazione digitale continua, che permetta di arricchire nel tempo il bagaglio di competenze digitali: si tratta di un processo che deve necessariamente passare dal fare sistema tra il mondo della formazione e le imprese".

Formazione, quindi, e in particolare formazione continua come risorsa di sistema da sviluppare per ridurre la distanza tra le punte di eccellenza digitale e gli esclusi. Ben il 48 per cento degli intervistati indica la necessità di una partnership effettiva tra scuole, università, enti di formazione e imprese come l'unica strada per avvicinare i due mondi così distanti Una consapevolezza, quella sulla necessità di competenze digitali evolute e sempre aggiornate, che si rafforza nelle aspettative verso le opportunità occupazionali. Per il 73% del campione, le persone specializzate saranno sempre più ricercate e valorizzate. Milano, 20 apr. (askanews) - Ecco perché la formazione continua in ambito tecnologico è una richiesta che viene valutata sempre più attentamente nella scelta di un posto di lavoro. Per il 39% degli intervistati, la possibilità di accrescere le proprie competenze digitali è un driver di attrazione valutato al secondo posto, subito dopo l'ovvia leva dello stipendio adeguato. Oggi non si parla più di formazione univoca: dalla ricerca Ipsos per Kelly Services Italia emerge il bisogno di percorsi personalizzati per conseguire la crescita di competenze individuali. Con caratteristiche ben specifiche.

"La formazione dal vivo e non online resta la preferita - conferma Sala - La prima richiesta da parte di lavoratori, studenti e persone in cerca di prima occupazione è quella di avere formatori esterni che vengano in azienda per fare formazione specifica per i bisogni aziendali. Subito dopo arriva la richiesta di avere alcune ore libere durante la settimana, da dedicare alla formazione in autonomia, in ambiti decisi individualmente o concordati con l'azienda. E piace molto avere la possibilità di collaborare per alcuni periodi con startup fortemente innovative e avere la possibilità di frequentare corsi universitari di formazione avanzata".

L'indagine Ipsos-Kelly Services Italia esplora anche quali sono le caratteristiche che deve possedere il manager in era digital. Emerge che per poter esercitare l'e-leadership bisogna saper essere un buon comunicatore, un buon motivatore, avere attitudine al cambiamento, avere una cultura digitale ed essere in grado di ispirare e instaurare fiducia.

Più sale il livello di digitalizzazione, più aumenta la necessità di una buona sinergia tra le persone: essere capaci di comunicare efficacemente è fondamentale per il 53% dei lavoratori ad alto impatto digitale, contro il 45% di quelli che lavorano meno con la tecnologia. Anche la capacità di mettersi in gioco in prima persona e quella di motivare e coinvolgere i collaboratori crescono di pari passo con il livello digitale: rispettivamente dal 41 al 49 per cento e dal 39 al 42 per cento.

"In generale sono più le caratteristiche personali che definiscono l'essenza di un e-leader - conferma Sala -In Kelly Services Italia lavoriamo proprio per individuare, valorizzare e indirizzare queste caratteristiche in ogni persona, aiutandola a trovare il giusto posizionamento o riposizionamento nel mondo del lavoro, in linea con le esigenze personali. Non dimentichiamo che, oggi, la possibilità di lavorare da remoto senza vincoli e con ampia flessibilità oraria è la preferenza indicata dal 28% del campione, prima di quella di fare rapidi avanzamenti di carriera che si assesta al 26%. Questo significa che abbiamo anche il compito di sostenere l'autonomia digitale e traghettare verso scelte imprenditoriali o di consulenza chi ha volontà di emergere da solo".

Milano, 20 apr. (askanews) - Un ulteriore capitolo della ricerca Ipsos per Kelly Services Italia ha infine indagato capire quali sono i settori più interessati dal cambiamento digitale. I settori più coinvolti dalla digitalizzazione sono ad oggi telefonia e telecomunicazioni e il settore bancario, finanziario e assicurativo, e in prospettiva, guardando ai prossimi 5 anni, la classifica dei settori impattati non subirà sostanziali modifiche. Si evidenza però una tendenza al minor dinamismo nei settori che già ad oggi sono stati fortemente coinvolti, e un'accelerata invece in ambiti come il settore energetico e l'alimentare-agroalimentare.

Una crescita importante è attesa anche nel settore della formazione e dell'istruzione, che non a caso il 41% del campione mette al secondo posto tra gli attori del cambiamento digitale. Al primo posto si confermano le grandi aziende (43%), protagoniste della rivoluzione tecnologica molto più delle PMI (30%). Anche i singoli individui, però, dovranno sostenere il cambiamento digitale: ne è convinto il 34% delle persone che già possiedono una buona expertise digitale, mentre tra gli inesperti questa consapevolezza è decisamente più bassa (17%) e dovrà ancora migliorare.

Kelly Services Italia fa capo a Kelly Services, Inc. quotata al Nasdaq e che nel 2019 ha registrato un fatturato complessivo di 5,36 miliardi di dollari; in qualità di workforce solutions provider offre una gamma completa di servizi di outsourcing e consulenza, e somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato e ricerca e selezione di personale qualificato e specializzato. (nella foto: Critian Sala, amministratore delegato Kelly Services Italia)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli