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Iren, piano industriale 2021-2030, previsti investimenti per 12,7 mld euro

·3 minuto per la lettura

Il nuovo piano industriale 2021- 2030 di Iren approvato dalla società prevede un ammontare complessivo di investimenti pari a 12,7 miliardi di euro con un raddoppio degli investimenti medi annui rispetto al periodo 2015-2020, equamente distribuiti in arco piano. Il gruppo sottolinea che più del 70% degli investimenti cumulati sono destinati ai settori regolati o semi regolati, al fine di potenziare, ammodernare e digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione, di estendere il teleriscaldamento e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani con l’obiettivo di incrementare il recupero di materia in impianti propri. Il 61%, pari a circa 7,7 miliardi di euro, è composto da investimenti di sviluppo, destinati afavorire la crescita dimensionale del Gruppo, sono relativi prevalentemente allo sviluppo delle rinnovabili, di impianti di selezione e trattamento, all’estensione delle reti di teleriscaldamento e ai progetti di smart solutions.

A differenza dei precedenti piani industriali, sono stati inclusi gli investimenti per linee esterne pari al 14%, ovvero 1,8 miliardi di euro, e destinati al consolidamento di società partecipate, alla partecipazione alle gare gas e al completamento degli Ato nei quali Iren è incumbent. Infine, il restante 25%, pari a circa 3,2 miliardi di euro, è destinato ad investimenti di mantenimento.Dal punto di vista della sostenibilità, 8,7 miliardi di euro, circa l’80% (~70% per la Tassonomia Europea) degli investimenti organici, sono indirizzati a progetti che concorrono al raggiungimento degli impegni presi nelle cinque focus aree individuate, in particolar modo per supportare la resilienza delle città e per progetti di decarbonizzazione.

Nel settore Reti il piano d’investimenti prevede oltre 4,9 miliardi per incrementare l’efficienza e la qualità dei servizi con una forte crescita della Rab che raggiungerà i 4,8 miliardi nel 2030. Il 50% degli investimenti destinati alle reti è indirizzato al servizio idrico integrato, mentre alla distribuzione del gas sono destinati il 18% degli investimenti delle reti. Il 17% degli investimenti delle reti è destinato alla distribuzione elettrica e il 16% alle reti di teleriscaldamento. L'obiettivo è un Ebitda di 870 milioni nel 2030, in aumento di 370 milioni rispetto al 2020.

Nel settore Ambiente l’economia circolare si conferma la bussola del settore ambientale nel quale è previsto un piano d’investimenti di oltre 2,5 miliardi. Il 66% dei quali è destinato allo sviluppo delle filiere connesse alla raccolta urbana e il 34% restante all’attività di raccolta, per arrivare a un Ebitda di 430 milioni a fine piano (+260 milioni). Nel settore Generazione di Energia il piano punta allo sviluppo delle fonti rinnovabili, solare ed eolico, lo sviluppo dello storage e il completamento degli interventi di flessibilizzazione degli impianti cogenerativi. Sono previsti 2,5 miliardi di investimenti per raggiungere un Ebitda a fine piano di 260 milioni di euro (+160 milioni).

Nella business unit Mercato l’obiettivo al 2030 è il raggiungimento di 2,6 milioni di clienti con focus principale su quelli elettrici anche grazie alla completa liberalizzazione del mercato della maggior tutela. Previsti 650 milioni di investimenti che consentiranno l’ottenimento di un Ebitda di 180 milioni (+30 milioni). Infine nel settore Smart Solutions 1,6 miliardi di investimenti sono destinati allo sviluppo dei progetti di smart solutions, tra i quali i servizi legati all’efficientamento energetico degli edifici e allo sviluppo di un portafoglio di servizi completo per i territori di riferimento e per le aziende. Previsto un Ebitda di 60 milioni (+50 milioni).

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