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Irlanda del Nord: 4 arresti per la morte della giornalista Lyra McKee

·2 minuto per la lettura

Quattro uomini, di età compresa tra i 19 e i 33 anni, sono stati arrestati oggi per la morte di Lyra McKee, la giornalista 29enne uccisanell'aprile del 2019 da un proiettile vagante a Londonderry (Derry per i nazionalisti irlandesi), in Irlanda del Nord, mentre documentava la sparatoria scatenata da militanti locali legati alla New Ira contro la polizia a margine di una perquisizione. Uno di loro è già stato incriminato per omicidio, un altro per rivolta aggravata. Tutti gli arresti sono stati effettuati sulla base della legge anti-terrorismo del 2006.

"Questi arresti sono il culmine di un'indagine di due anni sull'omicidio di Lyra e sugli eventi che l'hanno preceduta", ha spiegato il tenente della polizia Jason Murphy ringraziando la comunità per la collaborazione e il sostegno.

Le indagini hanno portato all'incriminazione per omicidio a metà febbraio 2020 di un sospetto sulla cinquantina, Paul McIntyre. Secondo il suo avvocato, sarebbe stato coinvolto per aver raccolto i bossoli dei proiettili, ma non sarebbe l'assassino. L'arma del delitto era stata trovata e identificata a metà giugno. Poi, nel luglio 2020, un uomo di 27 anni è stato incriminato per violazione della legge sulle armi.

Lyra McKee, 29 anni, è stata uccisa il 18 aprile 2019 nel quartiere cattolico di Creggan, a Londonderry.

Un gruppo dissidente repubblicano, la New IRA, aveva ammesso la responsabilità della morte della giovane donna, in una dichiarazione al quotidiano The Irish News, sostenendo che la giornalista "stava accanto alle forze nemiche" in riferimento alle forze di polizia. Il gruppo aveva inviato "le sue scuse sincere" ai suoi parenti.

La morte di Lyra McKee aveva suscitato grande emozione, riaccendendo il ricordo dei "Troubles" che hanno dilaniato per tre decenni la provincia britannica dell'Irlanda del Nord.

Questa violenza tra repubblicani nazionalisti (soprattutto cattolici), sostenitori della riunificazione dell'Irlanda e lealisti unionisti (per lo più protestanti), difensori del mantenimento della Corona britannica, ha causato circa 3.500 morti prima del cosiddetto "accordo del venerdì santo" del 1998.

L'accordo ha imposto il ritiro delle forze britanniche e il disarmo dell'esercito repubblicano irlandese (IRA). Ma i repubblicani dissidenti, che lottano per la riunificazione dell'Irlanda con le armi, come il gruppo New IRA, creato nel 2012, rimangono attivi.

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