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ISEE, pro e contro del nuovo riccometro

Angela Iannone

Novità ISEE. Dal 1 gennaio 2015 sono cambiati i parametri per il calcolo dell'Indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie italiane.
Meglio conosciuto come riccometro, il nuovo Isee è lo strumento predisposto dall'Agenzia delle Entrate per misurare la ricchezza effettiva dei singoli contribuenti e dei nuclei familiari per stanare i tanti evasori che riescono a beneficiare di prestazioni e servizi truccando la loro situazione reddituale. Con il riccometro entrato in vigore da questo mese, rientrano nel calcolo nuovi indicatori, come gli investimenti in Bot, le partecipazioni azionarie, i beni mobili e immobili, il possesso di auto di lusso, ma anche patrimonio, qualunque tipo di reddito e conti correnti.

Insomma, imbrogliare con il nuovo riccometro sarà molto più difficile, ma lo sarà anche compilarlo. Italia Oggi parla di un calcolo "diabolico" per il contribuente, mentre su Panorama Valeriano Canepari - presidente della consulta dei CAF - si auspica che i Comuni italiani rivedano i livelli attuali delle esenzioni "per non lasciare fuori troppe famiglie”.

Per non perdersi nell'alto mare di numeri e sigle, è importante iniziare a prendere dimestichezza con tre indicatori: Ise (Indicatore della la situazione economica del singolo), Isee (Indicatore della situazione del nucleo familiare) e Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica).
A sostegno del cittadino c'è una guida alla compilazione del nuovo Isee. Importante sarà non sbagliare con la Dsu, perchè è quella che -presentata al comune o all'Inps - permette di ottenere l'agevolazione richiesta. Nel Dsu vanno inseriti, oltre ai dati anagrafici di chi compila, anche quelli di tutti i familiari, i dati patrimoniali e quelli del reddito. Entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento del Dsu, l’ente al quale è stata presentata la domanda deve consegnare al cittadino l’Isee: solo dopo che è stata accertata la correttezza dei dati reddituali immessi, il contribuente dovrà (ri)consegnare l'Isee all’ente pubblico che dovrà farsi carico della prestazione sociale agevolata.

Non uno, quindi, ma più modelli da compilare e consegnare. Un grattacapo, al quale se ne è aggiunto già un altro: secondo International Business Times, sebbene il nuovo riccometro sia già partito, manca una convenzione tra INPS e i CAF. "Il 90% delle richieste ISEE - scrive IBT - passano dai CAF e senza la stipula della convenzione il servizio non viene erogato, costringendo i cittadini a farselo autonomamente o con l'aiuto di un commercialista". La mancata convenzione è dovuta alla richiesta dei CAF di un aumento del 50 per cento su ogni pratica (da 10-11 euro a 15), richiesta al momento non accolta.

Inoltre c'è il problema delle fasce di reddito per aderire ai benefici sociali. Infatti il nuovo ISEE, a parità di situazione economiche, avrà un valore più alto del vecchio ISEE, per il semplice motivo che sono cambiati i criteri e nel calcolo si tiene conto di tutto. Ad esempio, il valore della casa non si calcola più sull'ICI ma sull'IMU e quindi aumenta di valore, sebbene si tratti sempre dello stesso immobile. Perciò Canepari richiede una modifica delle fasce di reddito, altrimenti si andrà a sconvolgere l'intero sistema reddituale, escludendo fasce di popolazione a cui i benefici socio-assistenziali sono necessari per il sostentamento.









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