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Islam: Imam Francia, 'condanno parole Erdogan, non è nostro presidente'

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

"Condanno" le parole di Erdogan, "non è il presidente dei musulmani". A palare così con l'Adnkronos è Hassen Chalghoumi, presidente della Conferenza degli Imam di Francia, che respinge con forza gli attacchi del presidente turco Recep Tayyp Erdogan contro l'omologo francese Emmanuel Macron e il suo appello a boicottare i prodotti francesi. Quanto alle vignette di Charle Hebdo su Maometto, l'imam sottolinea che "nessuno può impedire ad un giornale di essere libero".

"Come imam, presidente degli imam e francese, condanno le parole di Erdogan" - esordisce Chalghoumi - "quando dice di preoccuparsi per i musulmani di Francia e d'Europa, noi gli rispondiamo: signor presidente Erdogan lei non è il presidente dei musulmani, è il presidente della Turchia. I musulmani francesi ed europei vivono con altrettante libertà, diritti e doveri degli altri cittadini in Europa". "Noi - continua- quando insultano il nostro presidente è un insulto ai francesi, siamo europei, siamo uniti davanti a questa ingerenza".

"Purtroppo la politica di Erdogan ha fatto danni, portato odio e divisioni, soprattutto nel mondo arabo", Erdogan "fa del male ai musulmani" in Libia, Siria e Iraq, dichiara l'imam. Ora il presidente turco cerca "di approfittare" di questa vicenda delle vignette di Maometto, ma è perché la Francia resta uno dei rari paesi che tiene testa di fronte alla politica e alle provocazioni d'Erdogan nel Mediterraneo e altrove".

"Le caricature? E' la libertà, la libertà che esiste in Europa, non si può impedire ad un giornale di essere libero fin tanto che non oltrepassa i limiti della legge che esiste in Francia - dice Chalghoumi- se uno non vuole guardare Charlie non lo guarda, se non vuole comprarlo non lo compra, le caricature non le fanno solo sui musulmani, anche sui cristiani. Sono i musulmani che devono adattarsi, non i quotidiani".

Chalgoumi contesta anche la campagna antifrancese sul Jazeera, una campagna, dice, volta a "sporcare" l'immagine della Francia, un paese dove quasi sei milioni di musulmani vivono "in armonia". Mentre invece Erdogan "massacra i curdi".