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Istat: in 18 anni redditi pensione cresciuti molto più... -2-

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Roma, 15 gen. (askanews) - Il "progressivo raggiungimento dell'età pensionabile da parte di generazioni che possono vantare carriere lavorative più lunghe e in posizioni professionali più elevate ha favorito la redistribuzione dei redditi a vantaggio dei pensionati, contribuendo a ridurre il rischio di povertà per alcuni segmenti di famiglie più vulnerabili", spiega l'Istituto.

Sono poi in "netto calo" i pensionati che continuano a lavorare. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro, i pensionati da lavoro che percepiscono anche un reddito da lavoro, pari a 406 mila, diminuiscono anche nel 2018 (-1,2% rispetto all'anno precedente e -21,3% dal 2011), soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Si tratta di uomini in quasi otto casi su dieci, dei quali circa l'85% svolge un'attività lavorativa indipendente, oltre due terzi risiedono nelle regioni settentrionali mentre un terzo lavora a tempo parziale. La metà dei pensionati occupati ha al massimo la licenza media (31% per il complesso degli occupati), uno su quattro è in possesso di un diploma. Il segmento dei laureati, oltre un quinto del totale, è l'unico in aumento rispetto sia all'anno precedente sia al 2011.

In virtù dell'aumento dei requisiti anagrafici e contributivi necessari per il pensionamento, continua a crescere anche l'età media dei pensionati che lavorano. Circa il 77% ha almeno 65 anni (53,7% nel 2011) mentre il 39,5% è over 70 (25,0% nel 2011). Tra il 2011 e il 2018 si sono invece più che dimezzati i 60-64enni. L'età media dei pensionati con redditi da lavoro supera quindi i 68 anni e mezzo (66 nel 2011), con livelli più alti per gli uomini, anche se con un differenziale in diminuzione (69 anni contro i 68 delle donne). Nel 2018, lavora nel settore dei servizi il 64,6% dei percettori di pensione (da lavoro) che continuano a essere occupati; di questi, meno di un terzo è impiegato nel commercio.

Il confronto con il collettivo degli occupati nel suo complesso mostra differenze significative. I pensionati che lavorano sono più spesso impiegati in agricoltura - con un'incidenza quattro volte superiore rispetto al totale degli occupati - e nel commercio (quasi una volta e mezzo superiore alla media) e risultano sovra rappresentati anche nelle attività professionali e servizi alle imprese. Nel settore istruzione e sanità e nell'industria in senso stretto, al contrario, l'incidenza è molto minore.

Oltre il 43% dei pensionati che lavorano svolge una professione qualificata (compresa nei primi tre grandi gruppi della classificazione delle professioni CP2011), una quota più alta rispetto al totale degli occupati, lo stesso si verifica per gli operai (31,0% contro 22,5%). Considerando solo l'occupazione indipendente (85,3% dei lavoratori beneficiari di una pensione da lavoro), il 54% è rappresentato da lavoratori autonomi (in calo ininterrotto dal 2013), il 28,3% da liberi professionisti (in forte crescita rispetto al 2017), il 6,5% da coadiuvanti nell'azienda familiare mentre il 6% è formato da imprenditori, quota in diminuzione rispetto all'anno precedente. Tra l'esiguo gruppo dei dipendenti, invece, oltre la metà è operaio e circa il 30% è impiegato.