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Istat, Confindustria: sulla scuola serve riforma a partire da ITS

Cam
·2 minuto per la lettura

Roma, 22 lug. (askanews) - "I dati Istat sull'istruzione in Italia mostrano quanto il nostro capitale umano sia ancora relativamente debole rispetto al resto d'Europa. Abbiamo forti carenze in particolare sul livello di istruzione dopo il diploma". Questo il commento del Vice Presidente di Confindustria per il Capitale Umano, Giovanni Brugnoli sul rapporto Istat dedicato all'Istruzione. "Il problema principale l'assenza di una "seconda gamba" professionalizzante. Serve un'offerta formativa terziaria che copra la domanda delle imprese, che ad oggi non risulta soddisfatta. In Confindustria - prosegue Brugnoli - abbiamo stimato che ogni anno l'industria italiana avrebbe bisogno di almeno 20mila giovani che provengano da un percorso professionalizzante post-diploma - magari costruito con le aziende - proprio come accade nel sistema ITS. Da questo canale per lo scorso anno sono usciti soltanto 4mila giovani, che infatti hanno trovato subito un impiego. Le criticit da affrontare sono diverse e altrettanto note: poche donne nei percorsi STEM, 2 milioni di NEET e l'abbandono del percorso scolastico. I nostri ragazzi sono disorientati ed un problema che prescinde dal Covid-19. Siamo al paradosso in cui abbiamo da un lato tanti giovani che non trovano o neanche cercano lavoro e dall'altro le imprese che cercano ma non trovano lavoratori giovani - fa notare il Vice Presidente di Confindustria "Gli scritti e i diplomati ITS sono troppo pochi e non bastano le lauree professionalizzanti, peraltro ancora in via di sperimentazione, a colmare questo gap. Abbiamo bisogno quindi di impostare subito una riforma complessiva perch, al fianco delle universit "tradizionali", lavorino istituzioni educative professionalizzanti in cui il ruolo centrale delle imprese sia riconosciuto e apprezzato. Si pu partire proprio dagli ITS e dalle loro caratteristiche specifiche: co-progettazione didattica, lezioni in laboratorio e robusti moduli di formazione in azienda. Dobbiamo smettere di pensare solo all'emergenza. Non ci si pu concentrare soltanto sulle pur fondamentali questioni urgenti come la riapertura della scuola, ma serve una visione di medio-lungo periodo. Con Next Generation EU - conclude Giovanni Brugnoli - abbiamo l'occasione di cambiare le cose e non possiamo sprecarla".