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Istat: a febbraio export extra Ue +0,6% mese, +6,4% anno -3-

Mlp

Roma, 26 mar. (askanews) - A febbraio 2020, l'export è in forte aumento su base annua (+6,4%). L'incremento interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è rilevante per beni di consumo non durevoli (+9,1%), beni intermedi (+6,3%), energia (+6,2%) e beni strumentali (+5,4%). L'import registra una flessione tendenziale (-3,6%), dovuta a energia (-11,3%), beni intermedi (-3,4%) e beni di consumo non durevoli (-1,5%).

Il saldo commerciale a febbraio 2020 è stimato pari a +5.096 milioni, in forte aumento (era +3.420 milioni a febbraio 2019). Aumenta l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici (da +6.484 milioni per febbraio 2019 a +7.733 milioni per febbraio 2020).

A febbraio 2020 l'export verso Turchia (+36,6%), Stati Uniti (+22,4%), Giappone (+14,7%), Russia (+13,8%) e paesi OPEC (+13,3%) è in deciso aumento su base annua. In netto calo le vendite verso la Cina (-21,6%).

Gli acquisti da paesi MERCOSUR (-24,9%), paesi OPEC (-22,8%) e Stati Uniti (-10,9%) registrano decrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. In aumento gli acquisti da India (+17,3%), paesi ASEAN (+6,9%) e Svizzera (+4,8%).

A febbraio 2020, per l'area extra Ue, al netto del Regno Unito, si stima che le esportazioni aumentino dello 0,8% su base mensile e del 7,8% su base annua. Le importazioni registrano ampie flessioni sia sul mese (-7,2%) sia sull'anno (-3,7%). Il saldo commerciale è pari a + 3.909 milioni (+2.156 milioni a febbraio 2019).

"A febbraio 2020, si registra - è il commento dell'Istat - una moderata crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue27, più ampia al netto dell'energia. Su base annua, la crescità delle esportazioni è molto sostenuta e geograficamente concentrata: infatti, l'aumento delle vendite verso Stati Uniti, Svizzera e Giappone spiega da solo quasi l'80% dell'incremento tendenziale dell'export. Particolarmente dinamiche risultano le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e della cantieristica navale verso gli Stati Uniti cui si associa la positiva performance delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo esclusi macchine e impianti verso la Svizzera. La dinamica, sia congiunturale sia tendenziale, negativa dell'import è in larga misura imputabile alla flessione degli acquisti di prodotti energetici".