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Istat: inflazione in moderato recupero nel 2020

Mlp

Roma, 4 dic. (askanews) - Inflazione in moderato recupero a partire dal 2020. A stimarlo è l'Istat che ha diffuso le prospettive per l'economia italiana nel biennio 2019-2020.

In uno scenario internazionale improntato alla riduzione dei costi esterni, nella seconda parte dell'anno la debolezza del ciclo economico nazionale, caratterizzato dal contenuto miglioramento dalla domanda di consumo, ha determinato una fase di moderazione dei prezzi in tutti gli stadi della loro formazione.

Lungo la filiera produttiva sono risultati evidenti gli effetti del ridimensionamento dei corsi delle materie prime e del petrolio, con dinamiche in tendenziale caduta o forte rallentamento. Per i prezzi dei prodotti importati, da giugno i tassi di variazione annui sono risultati negativi (-2,3% nel terzo trimestre). Per i prezzi alla produzione sul mercato interno la caduta si è manifestata con leggero ritardo ed è stata dapprima più contenuta (-1,8% in T3) per poi accentuarsi (-4,1% a ottobre).

Per i prezzi al consumo, dalla primavera ha preso avvio una fase di decelerazione, più intensa dall'estate e che ha fatto scendere l'inflazione su valori solo marginalmente positivi. In base all'indice per l'intera collettività (NIC) la crescita tendenziale dei prezzi al consumo si è dimezzata tra il secondo e il terzo trimestre (rispettivamente +0,8% e +0,4%), rallentando ulteriormente in ottobre e novembre (+0,3% in media). Nello stesso tempo, l'inflazione di fondo ha segnalato un progressivo recupero, attestandosi su ritmi di crescita superiori a quelli della misura complessiva (+0,6 punti percentuali a novembre). Le spinte sono venute dai prezzi dei servizi, la cui dinamica annua ha oscillato intorno al tasso medio del 2018 (+0,9%); la fase deflativa dei beni industriali non energetici si è gradualmente attenuata e, a novembre, per la prima volta da inizio 2018, i livelli dei prezzi sono risultati superiori a quelli di un anno prima.

Anche nella seconda parte del 2019, l'inflazione si è confermata inferiore a quella media dell'area dell'euro e delle sue principali economie. La minore crescita economica ha mantenuto ampio il divario anche in termini di core inflation (0,6 punti percentuali in meno a novembre rispetto all'eurozona, come per l'indice complessivo), che presenta una delle dinamiche i più basse dell'area.

Nella media di quest'anno, il deflatore della spesa delle famiglie residenti per consumi finali rallenterebbe dal +0,9% del 2018 al +0,4%. La crescita del deflatore del Pil si attesterebbe su livelli lievemente maggiori, risentendo dei movimenti di costo dei fattori interni. Nel 2020 si prevede un progressivo recupero dell'inflazione, attribuibile prevalentemente alla dinamica delle determinanti interne, mentre il contributo inflazionistico della componente energetica è atteso ridursi in linea con le ipotesi di scenario per le quotazioni del petrolio e il tasso di cambio. Nello stesso tempo, le spinte al rialzo verranno dalle principali componenti di fondo dell'inflazione, che rifletterebbero parziali recuperi nei margini di profitto resi possibili da una fase ciclica relativamente più favorevole. In media d'anno, nel 2020 la crescita del deflatore della spesa delle famiglie si attesterebbe allo 0,8%, quattro decimi in più rispetto al 2019, mentre il deflatore del Pil aumenterebbe a un tasso leggermente superiore (+1,1%).