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Istat, nel 2020 l'industria segna il peggior risultato dal 2009

Stefania Scordio
·2 minuto per la lettura
Istat, nel 2020 l'industria segna il peggior risultato dal 2009
Istat, nel 2020 l'industria segna il peggior risultato dal 2009

Nel mese di dicembre cresce il fatturato dei mezzi di trasporto, ma è l'industria dell'abbigliamento a segnare il calo più profondo

Nel 2020 l'industria segna il peggior risultato dal 2009 con un calo dell'11,5% del fatturato rispetto all'anno precedente. Secondo i dati diffusi dall'Istat, a fronte di un calo complessivo del fatturato di dicembre dello 0,5%, sullo stesso mese del 2019 si è registrata una crescita del fatturato dei mezzi di trasporto del 38,9% e un calo per quello dell'industria dell'abbigliamento del 19,4%. Mentre l'industria metallurgica segna un incremento del 7,1%, i Coke e i prodotti petroliferi raffinati hanno subito una decrescita del 30,7%.

Dicembre meglio di novembre

L'indice corretto per gli effetti di calendario segna diminuzioni analoghe sul mercato interno (-11,5%) ed estero (-11,8%). Al netto della stagionalità nel secondo semestre si registra un incremento rispetto al primo del 19,4% per il fatturato interno e del 12,6% per quello estero. Al netto della componente di prezzo, il fatturato manifatturiero segna, nella media annua, una diminuzione di 0,7 punti percentuali, rispetto a quella nominale. A dicembre il fatturato destagionalizzato aumenta dell'1%; nel quarto trimestre l'indice complessivo è cresciuto dello 0,8% rispetto a quello precedente. La dinamica congiunturale è sintesi di una crescita del mercato interno (+2%) e di una contrazione di quello estero (-1%). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a dicembre gli indici destagionalizzati segnano aumenti congiunturali per l'energia (+10,6%), per i beni strumentali (+1,5%) e per i beni di consumo (+0,6%); per i beni intermedi si rileva, invece, una flessione dello 0,6%. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di dicembre 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dello 0,5%, con un incremento dell'1,7% sul mercato interno e un calo marcato su quello estero (-4,6%).