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Istat: rete idrica è colabrodo, il 37,3% dell'acqua si perde

Mlp

Roma, 20 mar. (askanews) - La rete idrica italiana è ancora un colabrodo. E' pari al 37,3% il volume di acqua immesso nelle reti dei capoluoghi che non raggiunge gli utenti a causa delle dispersioni di rete. A rilevarlo è un report dell'Istat sull'acqua (anni 2018-2019)

Nelle reti di distribuzione dell'acqua potabile dei 109 comuni capoluogo di provincia/città metropolitana sono stati immessi in rete, nel 2018, 2,5 miliardi di metri cubi di acqua (378 litri per abitante al giorno) e ne sono stati erogati per usi autorizzati agli utenti finali 1,6 miliardi di metri cubi (237 litri per abitante al giorno, sia fatturati sia forniti ad uso gratuito).

Ne deriva che il 37,3% dell'acqua immessa in rete è andato disperso, e non è arrivato agli utenti finali (era il 39,0% nel 2016), con ripercussioni finanziarie e ambientali di rilievo, soprattutto considerando gli episodi sempre più frequenti di scarsità idrica che interessano il nostro territorio. Le perdite totali di rete si compongono, oltre che di una parte fisiologica, che incide inevitabilmente su tutte le infrastrutture idriche, anche di una parte dovuta a vetustà degli impianti e a rotture, componente prevalente soprattutto in alcune aree del territorio, e di una parte amministrativa, legata a errori di misura dei contatori e ad allacci abusivi. Rispetto al 2016 si rileva una riduzione dei volumi movimentati nelle reti comunali dei capoluoghi di provincia. I volumi immessi in rete si contraggono di oltre il 4%, a fronte del -1,6% dei volumi erogati (circa tre litri giornalieri in meno per abitante). Ne consegue una riduzione delle perdite totali di rete di circa due punti percentuali, che vanno a segnare un'inversione di tendenza nella serie storica a partire dal 2012.

Le variazioni possono dipendere sia da effettivi cambiamenti nella dotazione idrica, sia da modifiche nei criteri di calcolo dei volumi consumati ma non misurati al contatore. L'erogazione dell'acqua presenta un'elevata eterogeneità sul territorio, legata sia agli aspetti infrastrutturali, sia alle caratteristiche socio-economiche, spesso molto differenti tra comuni e che inevitabilmente influiscono sull'uso della risorsa idrica. Volumi erogati superiori ai 300 litri per abitante al giorno si riscontrano nelle città di Milano, Isernia, Cosenza, L'Aquila, Pavia, Brescia e Venezia. Di contro, i comuni in cui si ha una minore erogazione, con quantitativi inferiori ai 150 litri per abitante al giorno, sono Barletta, Arezzo, Agrigento, Andria e Caltanissetta.

In un comune su tre si registrano perdite totali superiori al 45%. Le condizioni di massima criticità, con valori superiori al 65%, sono state registrate a Chieti (74,7%), Frosinone (73,8%), Latina (69,7%) e Rieti (67,8%). Una situazione infrastrutturale decisamente favorevole, con perdite idriche totali inferiori al 25%, si è registrata invece in circa un comune su cinque, con i valori più bassi, inferiori al 15%, a Biella (9,7%), Pavia (13,5%), Mantova (14,2%), Milano (14,3%), Monza (14,5%), Pordenone (14,5%), Macerata (14,8%).