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ISTAT: ecco la retribuzione media oraria degli italiani

Federica Pace
 

Retribuzione media oraria degli italiani, arrivano i nuovi dati dell'Istat: impiegati e i dirigenti pagati 65 volte in più rispetto agli apprendisti, i lavoratori contratti full time guadagno meglio dei part time.

Impietoso l'ultimo report realizzato dall' Istituto nazionale di Statistica nel campo del lavoro: l'Istat ha valutato gli stipendi orari medi degli italiani scoprendo che chi ha un contratto a tempo pieno e determinato guadagna meglio di tutti gli altri lavoratori. Vediamo nel dettaglio l'andamento delle ricerche.

Come funzionano le retribuzioni orarie?

L'Istat ha analizzato i dati relativi all'anno 2017, comparando gli stipendi di milioni di lavoratori impiegati in decine di settori differenti. Dall'incrocio dei dati l'istituto nazionale di statistica ha ricavato il Report sui differenziali retributivi in Italia 2017.

In particolare l'Istat si è soffermato sul valore mediano delle retribuzioni orarie, ossia la media delle retribuzioni orarie dei lavoratori italiani.

Il valore si attesta intorno agli 11,25 euro, più basso della media europea ma cambia molto in base alla tipologia di contratto di lavoro analizzata e alla qualifica professionale.

Inoltre l'Istat ha anche calcolato i differenziali retributivi, cioè il rapporto tra la retribuzione oraria di un gruppo di lavoratori divisi per età, anzianità di servizio e tipologia di contratto e il loro gruppo di riferimento.

La fotografia che ne è uscita è quella di un paese ancora molto arretrato, con stipendi non adeguati e con forti discriminazioni in quanto a pagamenti tra le varie professioni.

ISTAT: le retribuzioni orarie in base ai contratti

L'Istat ha iniziato la sua ricerca guardando alle tipologie contrattuali : i tempi indeterminati in Italia sono il 65.5% del totale degli impieghi mentre il tempo pieno costituisce il 68% dei rapporti di lavoro.

Il report evidenzia due aspetti negativi della questione: in primis dimostra che chi ha un contratto full time a tempo pieno in Italia guadagna, su base oraria, 19 volte in più rispetto ad un lavoratore part-time.

Stesso discorso se si guarda agli impiegati a tempo indeterminato che percepiscono, sempre su base oraria, una retribuzione di 19 volte più alta rispetto ai colleghi che hanno un contratto a tempo determinato. Un'evidente disparità di trattamento basata unicamente sulla tipologia del contratto di lavoro, non sulla qualità del lavoro.

ISTAT: retribuzioni orarie in base al tipo di lavoro

L'Istat ha monitorato le retribuzioni orarie anche in base alla qualifica contrattuale, distinguendo tra impiegati, dirigenti, operai e apprendisti.

Ne è saltato fuori che impiegati e i dirigenti percepiscono 14,04 euro l'ora , un'enormità rispetto al valore medio di 11,25 euro e rispetto alle paghe degli apprendisti.

Impiegati e dirigenti guadagnano, infatti, 65 volte più degli apprendisti e 62 volte in più rispetto agli operai che costituiscono, per numero, la quota più alta dei lavoratori in Italia.

Un'altra anomalia di un sistema nel quale operai e apprendisti percepiscono meno del valore medio della retribuzione oraria.

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