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Istat: retribuzioni dipendenti nati all'estero più basse del 13,8% -2-

Mlp

Roma, 9 dic. (askanews) - Per quanto riguarda le caratteristiche aziendali, i lavoratori nati all'estero sono più concentrati in imprese che hanno la sede nel Nord-est (30,4% rispetto al 22,6% degli italiani) e nel Nord-ovest (34,0% rispetto al 30,8% dei nati in Italia); nelle imprese medio-piccole (fino a 49 dipendenti) e nei settori Attività di servizi di alloggio e ristorazione, e di Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.

Relativamente alle caratteristiche del rapporto di lavoro e del lavoratore, rispetto alle posizioni lavorative occupate da lavoratori nati in Italia, quelle occupate da persone nate all'estero sono prevalentemente concentrate nella qualifica di operaio (85% circa rispetto al 57% dei nati in Italia), a bassa anzianità lavorativa ossia inferiore a 5 anni (81% rispetto al 63,6%), tra gli uomini (63,2% contro il 58,1%), prevalentemente con istruzione primaria e secondaria (istruzione terziaria per il 7,2% delle posizioni lavorative straniere versus il 14,6% circa degli italiani) e con meno di 49 anni. Inoltre per i nati fuori dall'Italia si ha una maggiore incidenza dei contratti a tempo determinato (45,2% rispetto al 32,4% degli italiani) e a tempo parziale (quasi 36% rispetto al 30,8%).

Per i lavoratori nati all'estero rispetto a quelli nati in Italia, il differenziale delle retribuzioni e la variabilità retributiva, sono più ridotti per le categorie con retribuzioni orarie più basse, in particolare per le femmine, i giovani, i lavoratori con contratto a tempo parziale o a tempo determinato e gli occupati in imprese di medio-piccole dimensioni. Relativamente all'input di lavoro, le ore retribuite sono sempre decisamente inferiori per i lavoratori nati all'estero rispetto a quelli nati in Italia.