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In Italia 6,6mld investiti dal private equity: è -9% nel 2020

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 14 apr. (askanews) - I fondi di private equity e venture capital italiani hanno raccolto 2,6 miliardi di euro nel 2020 e hanno investito 6,6 miliardi nelle imprese. E' quanto emerge dall'analisi sul mercato italiano del capitale di rischio condotta da Aifi in collaborazione con PwC Italia - Deals. La raccolta dei 26 operatori che si sono mossi sul mercato nell'anno del Covid-19 è in crescita del 32% rispetto al 2019, quando si era attestata 1,566 miliardi, ma il dato del 2020 è in ogni caso più basso rispetto al 2018 (3,6 miliardi) e soprattutto al 2017 (6,5 miliardi).

Gli investimenti si sono fermati a 6,597 miliardi di euro, -9% rispetto ai 7,223 miliardi investiti nel 2019. Secondo l'analisi, sono state 2 operazioni con equity versato compreso tra 150 e 300 milioni di euro (large deal) e 6 operazioni di ammontare superiore ai 300 milioni (mega deal), che hanno rappresentato il 53% dell'ammontare complessivo investito nell'anno: 3,463 miliardi.

Nel complesso il numero di operazioni è cresciuto del 27% arrivando a 471, contro le 370 dell'anno precedente, grazie al venture capital che ha beneficiato dell'attivismo di Cdp Venture Capital che si è concentrata sugli investimenti in imprese nelle prime fasi di vita. Da qui la spinta nel 2020 all'early stage, sia per numero di deal (306,+82% rispetto al 2019), sia per ammontare: sono stati investiti 378 milioni, +40%.

"Nell'anno della pandemia il mercato del private capital italiano ha tenuto; la raccolta è cresciuta anche grazie al maggiore apporto dei privati. Cresce il comparto delle infrastrutture, grande obiettivo per il rilancio del Paese; da rilevare che nel 2020 oltre il 50% degli investimenti hanno riguardato imprese che per la prima volta si sono aperte a un private equity", ha sottolineato Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI.

A livello settoriale, il 2020 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto ICT, con il 33% delle operazioni totali, seguito dal medicale, 13%, e dai beni e servizi industriali, 11%. Il 38% del numero di operazioni ha riguardato imprese ad alto contenuto tecnologico: considerando solamente il comparto dell'early stage, tale valore sale al 53%.

"Dopo un primo semestre particolarmente impattato dalla pandemia - ha commentato Francesco Giordano, Partner di PwC Italia - Deals - si è vista una forte ripresa nel secondo semestre 2020 con investimenti in linea con lo stesso periodo dell'anno precedente. Il trend è molto positivo, segno che gli operatori di private equity hanno ripreso la loro attività a pieno ritmo".

Non c'è confronto però tra l'Italia e i principali competitor europei. Con una raccolta a 2,6 miliardi e investimenti a 6,6, l'Italia fa meglio solo della Spagna (2 di fundraising e 5,6 di investimenti) e viene superata da Germania (rispettivamente 3,9 e 12 miliardi) e Francia che ha chiuso l'anno con 23,5 miliardi raccolti sul mercato e 23,1 miliardi investiti in 2.148 società.