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Italia-Cina: chiusi 15 accordi tra Università e centri ricerca

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Milano, 30 nov. (askanews) - Duemila delegati italiani e cinesi e circa trecento organizzazioni tra università, centri di ricerca e realtà imprenditoriali, 15 accordi bilaterali sottoscritti e taglio del nastro del primo Parco Tecnologico Sino Italiano sono alcuni dei risultati della Settimana Cina Italia della Scienza, della Tecnologia, e dell'Innovazione, tenuta nelle città di Pechino e Jinan dal 25 al 29 novembre. Promossa dai rispettivi Governi, la Settimana Cina Italia è coordinata da Città della Scienza di Napoli e ha finora coinvolto più di 10mila esperti in progetti di cooperazione e 5500 realtà imprenditoriali, favorendo circa 5200 azioni di trasferimento tecnologico e 620 accordi di cooperazione scientifica.

Numeri a cui si aggiungono quelli dell'edizione del 2019 con 140 incontri BtoB, oltre 90 interventi di Istituzioni, Centri di Ricerca e rappresentanti del mondo imprenditoriale e 100 startup innovative selezionate nell'ambito della Best Startup Showcase Competition, che ha decretato le tre più promettenti per il mercato cinese. Tra gli incontri di Pechino e quelli di Jinan sono stati 15 gli accordi bilaterali firmati tra i due ecosistemi della ricerca e dell'innovazione. Inaugurato a Jinan il primo Parco Tecnologico Sino Italiano per un investimento di 1,6 miliardi di euro. Il primo padiglione si compone di 24 edifici distribuiti su un'area di 13 ettari. Il Parco Tecnologico Sino Italiano sarà ultimato nell'aprile del 2020.

"Sono 872 gli accordi già in essere tra le nostre università e quelle cinesi - ha affermato il Ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti - e sono 120 i docenti italiani impegnati in università cinesi. Questa decima edizione della Settimana attesta un crescendo di risultati raggiunti da due sistemi che lavorano molto bene insieme e già stiamo lavorando ai temi dell'edizione della Settimana Italia-Cina che il prossimo anno ospiteremo in Italia. Oggi, la velocità dettata dalle trasformazioni tecnologiche ci impone di ripensare un nuovo umanesimo che ci consenta di rispondere alla domanda di benessere e di sostenibilità sempre più diffusa nel mondo. Cultura scientifica e umanistica oggi più che mai hanno bisogno di stringersi in un fertile abbraccio, Italia e Cina possono dare delle risposte importanti anche a questa esigenza".

"È stato un onore per noi coordinare - ha detto Riccardo Villari, presidente di Città della Scienza di Napoli - l'organizzazione di un evento così importante, con 2.000 delegati italiani e cinesi qui a testimoniare il promettente percorso di cooperazione avviato a partire dal 2010, un cammino costellato di programmi di rilevanza internazionale, memorandum di collaborazione scientifica, progetti di ricerca congiunti, accordi industriali nei settori di maggiore rilievo per la diplomazia scientifica di entrambi i Paesi".