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Italia-Cina, Sisci: "Puntare a rapporti ottimi, niente promesse vane"

·3 minuto per la lettura

"Sarebbe interesse dell'Italia in linea di principio avere un ottimo rapporto con la Cina", ma non vanno fatte promesse che non si possono mantenere. Parla così con l'Adnkronos Francesco Sisci, sinologo, professore di geopolitica alla Luiss, convinto che "l'Italia sia stata estremamente superficiale nel suo approccio con la Cina negli ultime due, tre anni" e che un "ottimo rapporto" con il gigante asiatico sarebbe in teoria positivo per il nostro Paese, ma "senza che l'Italia smetta di essere l'Italia".

Sisci pensa alla Nato e all'Ue. "In entrambe realisticamente l'Italia è un vaso di coccio, non è un vaso di ferro, non è un elemento di traino, ma è un elemento trainato - dice - E la politica italiana dovrebbe partire da queste constatazioni". "L'Italia, nel ridefinire il suo rapporto con la Cina, oggi e non 20 anni fa, deve tenere conto appunto della Nato, dell'Ue e di se stessa, senza fare promesse che non può mantenere" perché altrimenti "danneggerebbe se stessa e gli altri".

"Piaccia o non piaccia - dice - l'Italia ha una certa posizione nel mondo, e il mondo è ordinato in un certo modo e non se ne può prescindere. Se si volesse cambiare la posizione italiana o cambiare il mondo bisognerebbe parlarne apertamente in maniera democratica e vediamo che decisioni si prendono alla fine. Direi dobbiamo per prima cosa capire in che realtà siamo e muoverci di conseguenza".

Invece, "purtroppo chi ha firmato l'acccordo con la Cina ha promesso ai cinesi cose che l'Italia non poteva mantenere" e "chi l'ha fatto ha tradito i cinesi, la Nato, l'Ue e l'Italia stessa".

Sisci insiste su come "in questi ultimi 30 anni si sia sviluppata una nuova politica estera centrata sull'Asia" e giudica come "un buon discorso" le parole dell'ambasciatore cinese a Roma, Li Junhua, che - intervistato ieri dall'Adnkronos - ha "evitato spunti polemici", mettendo così sul tavolo - secondo il sinologo - un "buon punto di partenza". Il pensiero corre al G20 dei ministri degli Esteri che si terrà il 29 giugno a Matera, passati mesi dal summit di marzo ad Anchorage tra Usa e Cina. "I cinesi - conclude Sisci - lo sfrutteranno per annusare l'aria".

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Invece, "purtroppo chi ha firmato l'acccordo con la Cina ha promesso ai cinesi cose che l'Italia non poteva mantenere" e "chi l'ha fatto ha tradito i cinesi, la Nato, l'Ue e l'Italia stessa".

Sisci insiste su come "in questi ultimi 30 anni si sia sviluppata una nuova politica estera centrata sull'Asia" e giudica come "un buon discorso" le parole dell'ambasciatore cinese a Roma, Li Junhua, che - intervistato ieri dall'Adnkronos - ha "evitato spunti polemici", mettendo così sul tavolo - secondo il sinologo - un "buon punto di partenza". Il pensiero corre al G20 dei ministri degli Esteri che si terrà il 29 giugno a Matera, passati mesi dal summit di marzo ad Anchorage tra Usa e Cina. "I cinesi - conclude Sisci - lo sfrutteranno per annusare l'aria".

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