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Italia, Fmi stima Pil 2021 a +4,2%, 2022 a +3,6% - Weo

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La facciata di palazzo Chigi illuminata con i colori della bandiera italiana

MILANO (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale vede la ripresa italiana per il 2021 a +4,2%, in linea con quanto detto a fine marzo in occasione della missione 'Article IV' in Italia, e in rialzo rispetto alla stima di gennaio di +3,0%.

E' quanto afferma l'organismo con sede a Washington nel 'World Economic Outlook' diffuso oggi in cui lascia invece invariata la stima del Pil relativa al 2022 a +3,6% rispetto all'aggiornamento al 'Weo' di fine gennaio scorso.

Il 30 marzo scorso lo stesso Fondo, al termine della missione 'Article IV' in Italia, stimava il Pil per il 2021 a circa +4,25%.

"Ipotizziamo una ripresa più solida per l'economia globale rispetto a gennaio, con la crescita vista a 6% nel 2021 (+0,5 punti percentuali in più) e a 4,4% nel 2022 (+0,2 punti percentuali in più)", spiega la capo economista dell'Fmi Gita Gopinath ricordando però che il futuro presenta sfide significative e che un elevato livello di incertezza grava sulle previsioni.

Tornando all'Italia, il Fondo stima inoltre per il 2021 un rapporto deficit/Pil a 8,8% (rispetto al 7,5% ipotizzato a fine gennaio) e a 5,5% per il 2022.

Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil invece l'Fmi ipotizza per l'anno in corso la soglia di 157,1%, rispetto al 159,7% di fine gennaio, e di 155,5% per il 2022.

A livello di zona euro per il 2021 il Fondo stima un Pil a +4,4% per il blocco, mentre le previsioni per la crescita della Spagna si attestano a 6,4%, quelle di Germania e Francia rispettivamente a 3,6% e 5,8%.

L'Fmi interviene anche sulla campagna di vaccinazione ricordando che "velocizzarla richiede un potenziamento della produzione e della distribuzione dei vaccini, evitando controlli sull'export, finanziando il progetto Covax e garantendo trasferimenti globali equi delle dosi in eccesso".

Secondo il Fondo è necessario che la politica continui a sostenere l'economia mentre fa fronte a un minor spazio di manovra e a un livello di debito più elevato.

(Sara Rossi, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)