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Italia-Francia, Romano (Irefi): la strada è l’unione dei talenti

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 2 lug. (askanews) - Con il Governo Draghi i rapporti tra Italia e Francia sono tornati ottimi e la strada per rafforzare ulteriormente i legami economici tra i due Paesi è "l'unione dei talenti, non il protezionismo o la contrapposizione tra nazionalismi". A dirlo è Fabrizio Maria Romano, presidente di Irefi, in occasione del IV Forum Francia-Italia delle Imprese di Famiglia, organizzato dall'Istituto per le relazioni economiche, e a pochi giorni dalla visita di Stato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Francia.

"I rapporti Italia-Francia in questo momento sono molto buoni perché ci sono delle personalità come Draghi e Giorgetti che hanno stabilito degli ottimi rapporti con Macron e Le Maire, cosa che invece non è successa negli anni passati", ha detto Romano in un'intervista ad askanews. "Sono due paesi complementari, noi come Istituto per le relazioni economiche Francia-Italia ci concentriamo sui progetti che vengono sviluppati tra i due paesi e contiamo soprattutto sull'unione dei talenti - ha spiegato - cerchiamo di non essere di parte, il progetto che sia italiano o francese non ha importanza. Questo contribuisce a migliorare i rapporti tra i due paesi perché finché si ha una sorta di protezionismo economico come succede spesso in Francia, e come a volte succede in Italia, questo può bloccare la fluidità dei rapporti".

Secondo il presidente di Irefi, invece, è necessario "puntare all'unione dei talenti" e andare "al di là di quei titoli che spesso i giornali amano fare sulla Francia che compra tutto in Italia, che è una visione sbagliata". Tema che torna spesso alla ribalta con il settore del lusso. "In Italia - ha sottolineato Romano - non si è stati capace di costruire gruppi del lusso come in Francia, in Francia ce ne sono due in Italia zero e questo per l'individualismo italiano e la difficoltà a creare un vero gruppo del lusso, quindi si preferisce vendere a un'azienda mondiale piuttosto che creare un grande gruppo in Italia, dove ci sarebbero sia le disponibilità finanziarie sia l'intelligenza per farlo, ma nessuno l'ha fatto".

La strada è quindi quella dell'unione dei talenti, "perché il talento francese e italiano assieme riescono a ottenere ottimi risultati", ha proseguito Romano. "Purtroppo questa unione dei talenti non è facilissima da realizzare perché molte volte quella distanza culturale nel mondo del business che esiste, non si vede, crea enormi problemi: noi lo chiamiamo 'le paradoxe de la proximité', siamo così vicini che non vediamo l'altro e queste sono problematiche di natura interculturale che si trovano nel business, si veda la storia di Vivendi in Italia, in passato Edf e le difficoltà che ci sono state in EssilorLuxottica".

Le ingenti risorse messe in campo dal Next Generation UE possono fornire un'ulteriore spinta nel rafforzare i rapporti economici tra i due Paesi, ma, ha concluso Romano, "ci vogliono gli uomini in grado di creare queste passerelle, questi contatti, questi ponti e creare delle connessioni tra i due paesi".

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