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Italia-Giappone, Vattani: unire forze per la rinascita di Venezia -2-

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Roma, 16 nov. (askanews) - Il futuro delle città, che s'indirizzano a diventare smart cities a misura di modernità, è stato uno dei temi dei panel tematici dell'Assemblea. Gli altri sono: Medical & Healthcare, Digital Economy e Start-up. La modernità ha radici lunghe nel passato.

"Fu il veneziano Marco Polo - ha detto Vattani - a dare per primo il nome di 'Cipango' all'arcipelago nipponico. E il Giappone, tra tutti i Paesi asiatici, fu il primo a scoprire l'Italia, la civiltà delle corti rinascimentali nel 1585, con la venuta di quattro giovani nobili di Sendai. Questo desiderio di scambi e di incontri tra noi non è mai venuto meno. Lo testimonia il recente Trattato EPA che avvicina Europa e Giappone, la grande novità all'ordine del giorno in questa Assemblea. Per coglierne appieno la portata, occorre volgere lo sguardo indietro nella storia".

Molto indietro, secondo il presidente ad interim per l'Italia dell'IJBG: "23 secoli fa, un uomo politico cieco, ma della visione lungimirante, il console Appio Claudio decise che la Roma repubblicana doveva aprire la sua strada verso oriente. Nel 312 a.C. cominciarono i lavori della via Appia, regina viarum, come poi fu chiamata. Appio Claudio aveva studiato le imprese di Alessandro Magno, giunto con il suo esercito fino in India e non aveva dubbi sul valore strategico della nuova via di comunicazione che sarebbe arrivata fino al porto di Brindisi, trampolino per il grande Oriente. All'altro estremo dello sconfinato continente asiatico, la preoccupazione principale non era quella di espandersi - come intendeva fare Roma- ma di chiudersi. Il Giappone respingeva con energia le offensive cinesi e coreane, la Cina costruiva la sua grande Muraglia negli stessi anni in cui proseguivano i lavori della Via Appia".

"Oggi - ha rimarcato Vattani - si può affermare che lo scenario sembra invertito. La maggiore potenza occidentale, gli Stati Uniti, crede nell'isolazionismo, nella costruzione di muri reali o doganali, mentre il Giappone è convinto che la strada da percorrere è quella del libero scambio e si erge con l'Unione europea a paladino della libertà del commercio, alla testa delle economie di mercato".