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Italia, il reddito delle donne non arriva al 60% di quello degli uomini

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Il reddito medio delle donne italiane è pari a circa il 59,5% di quello degli uomini per le stesse posizioni. Inoltre, di conseguenza, l’aliquota media per le donne è minore. È quanto conferma, ancora una volta, la relazione sul Bilancio di Genere del Ministero dell'Economia, illustrata alle commissioni Bilancio di Senato e Camera dal sottosegretario all'Economia Cecilia Guerra.

Certo, di progressi per quanto riguarda la questione di genere ce ne sono stati, ma non è ancora abbastanza: tant’è che, secondo lʼEu Gender Equality Index, l’Italia è ancora ultima nellʼUnione europea per quanto riguarda il mondo del lavoro, dove il tasso di occupazione femminile si è fermato nel 2019 al 50,1% contro il 68% di quello maschile.

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A questo si aggiunga da un lato il divario territoriale (che comporta al Nord un tasso di occupazione delle donne pari al 60,4%, e nel Mezzogiorno al 33,2%) e, dall’altro, il divario generazionale (la mancata partecipazione al lavoro raggiunge livelli del 33% per le donne più giovani e “solo” il 19,2% per la fascia d'eta 45-54 anni).

Per quanto riguarda la qualità del lavoro, la relazione evidenzia una crescita della percentuale di donne con un'occupazione part-time (32,9% nel 2019), involontariamente nel 60,8% dei casi.

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Eppure, rispetto agli uomini, le donne sono più frequentemente laureate (il divario è di 12,2 punti percentuali). Anzi, più di una donna su quattro (26,5%) risulta sovraistruita rispetto al proprio impiego.

Sempre guardando al mondo femminile, è particolarmente alta l'incidenza di lavori dipendenti con bassa paga (11,5% contro 7,9% per gli uomini). Un problema legato anche al fatto che la percentuale di bambini con meno di tre anni presi in carico da parte di asili nido pubblici raggiunge solo il 12,5% nel 2017. Ancora più bassa è quella relativa ai servizi integrativi per la prima infanzia (1%). Sul fronte dei congedi parentali, sebbene sia in aumento il numero dei padre che ne usufruiscono (63,3mila nel 2019), è ancora significativamente inferiore al numero delle madri (233,6mila).

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