Italia... Moody's: la frode del rating

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Con le dovute proporzioni la sintesi di questa intervista, pur riconoscendone all’autore il coraggio di aver raccontato la verità, assomiglia alle scuse che gli ufficiali tedeschi fornivano per giustificare i massacri delle popolazioni inermi, durante i periodi oscuri del Terzo Reich… “Ordini superiori, non potevo esimermi da non dare seguito agli ordini!” Ma andiamo ad ascoltare cosa ha detto al SOLE24ORE Alexander Kockerbeck capo analista per l’Italia di Moodys sino al luglio del 2012… Kockerbeck ha 50 anni. E’ nato in una cittadina vicino alla Foresta Nera in Germania poi da piccolo la sua famiglia si è trasferita a Francoforte dove è cresciuto. Ha studiato in Italia e si è laureato con una tesi sul debito pubblico italiano. di Isabella Bufacchi – Il Sole (Milano: S24.MI - notizie) 24 Ore Una premessa! Da tempo i mercati hanno smesso di seguire le fesserie delle agenzie di rating o perlomeno a depotenziarne le idiozie a parte la massa di gestori passivi che segue il gregge! Ascoltate bene l’intervista e pensate alle leggende metropolitane alla Grecia, alla fine che abbiamo rischiato, agli stipendi e alle pensioni che non avrebbero mai potuto essere pagati se non fosse giunto il messia…Vi riporto alcuni passi significativi con mio commento… “Forse gli investitori non hanno capito più nulla. Sui mercati si è creata una gran confusione. In quel preciso momento ho avuto la netta sensazione che il rischio più grande per un Paese potesse diventare il suo rating”. A parlare è Alexander Kockerbeck, capo analista per l’Italia di Moody’s fino a metà luglio del 2012. Commenta con amarezza quanto accaduto il 13 luglio del 2012, giorno in cui l’Italia viene declassata da Moody’s di due gradini, dalla A3 alla Baa2, calando al rating più basso mai avuto nella storia del rischio sovrano italiano..

, Cheeee ho capito bene ? ”Forse gli investitori non hanno capito più nulla. Sui mercati si è creata una gran confusione… ma chi l’ha creata questa confusione, chi l’ha alimentata se non le agenzie del rating e un manipolo di analisti prezzolati e qualche idiota che si è divertito a creare panico tra la gente ignara dei fondamentali di questo Paese! Kockerbeck spiega al Sole 24 Ore perché ha deciso di prendere le distanze da Moody’s e da quello che lui oramai considera un “pericolosissimo circolo vizioso”… Faccio fatica a credere che si tratti esclusivamente di un circolo vizioso, quanto è accaduto in America dimostra chiaramente che certe pratiche sono all’ordine del giorno, manipolare i giudizi serve a favorire questo o quello, azionista o amico degli amici.

Ma la metafora della circolarità del rating fa sorridere per non piangere… Così la racconta: “Io mi metto davanti a un investitore e gli dico: secondo me c’è il pericolo che voi non compriate più i BTp italiani e siccome vedo il rischio che vi comporterete così, allora declasso l’Italia e per molti gradini ma a quel punto gli investitori dicono, siccome l’Italia viene retrocessa di molti notches noi i BTp non li compriamo più. Questa conferma da parte del mercato potrebbe addirittura provocare un ulteriore declassamento… Ecco la circolarità che può causare una spirale verso il basso, anche per il sistema bancario che tradizionalmente detiene un ammontare importante di Btp… In quel momento molto delicato Moody’s si limitò a ripetere tutti i problemi e i punti negativi dell’Italia, già noti, secondo me senza bilanciarli con i punti di forza che c’erano e ci sono ancora.

, senza bilanciarli con i punti di forza che c’erano e ci sono ancora. senza bilanciarli con i punti di forza che c’erano e ci sono ancora… mi viene in mente un pazzo scatenato che mesi mesi ha condiviso con i suoi lettori questa ovvietà, chissà chi è… Forse sbaglio, ma ho l’impressione che Moody’s seguiva il “main stream” invece di dare un orientamento attraverso l’analisi… ha detto l’analista tedesco, tedesco, tedesco di Moody’s: Main stream e cosa è mai il main stream se non la legge uguale per alcuni, ovvero i soliti noti! A proposito della litania di Moody’s sull’Italia… È come se un giudice dicesse “hai commesso questo reato, vai dentro un anno e poi dopo qualche mese lo stesso giudice dice, questa volta non vai in prigione un anno ma tre anni sullo stesso reato”. Sorprendente.

E ancora pensando ai generali tedeschi autori di stragi… Perché allora non ha evitato che Moody’s declassasse l’Italia in luglio? In fondo lei era il capoanalista sull’Italia, se era contrario, non poteva bloccare il taglio? Non funziona come lei crede. Non è un segreto che presso Moody’s vale il principio “un analista, un voto”. Non ci sono persone che pesano più di altre. E il rating è un voto puntuale che non riflette la totalità dell’analisi. Il mercato non è al corrente di tutta la discussione, con argomentazioni molto diverse, con voti anche molto diversi che possono avvenire durante la discussione in un comitato di rating. Alla fine della discussione esce fuori un solo voto a maggioranza e praticamente bisogna adattare tutta la spiegazione a un rating preciso. Comunque nessuno può dare la prova che questo rating puntuale sia quello giusto. di Isabella Bufacchi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/nnDN4 , No presso Moody’s come presso tutte le agenzie di rating non vale la regola un analista un voto, ma un azionista tanti voti, tanti voti, tanti voti come meglio piace all’azionista con buona pace di tutti quelli che in Italia e sono tanti, si prodigano con i loro blog da acchiappa declini o fastidi vari a raccontare l’importanza di queste istituzioni e via dicendo, manipolando il pensiero come meglio piace alla loro ideologia da quattro denari.

Il resto lo lascio leggere a voi ormai la nausea mi assale! Italia salva è stato chiesto al professore ieri. Chissà…vediamo dopo il voto ha risposto sornione, mentre pensava al nipotino….SPREAD! Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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