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Italia, Ocse migliora crescita in 2021 ma la taglia in 2022

·3 minuto per la lettura
Una bandiera italiana presso il Palazzo del Quirinale a Roma

MILANO (Reuters) - L'Ocse prevede un'accelerazione della crescita italiana nel 2021, rispetto a quanto ipotizzato a fine maggio, grazie al significativo sostegno fiscale e ai progressi della campagna di vaccinazione, ricordando però che sarà necessario attendere la prima metà del 2022 perché il Pil torni ai livelli del 2019.

Nel rapporto 'Economic Surveys' dedicato all'Italia, l'Organizzazione con sede a Parigi ipotizza che la crescita acceleri a +5,9% quest'anno dal +4,5% ipotizzato nell''Economic outlook' di fine maggio con un rallentamento però a +4,1% da +4,4% nel 2022.

Migliora anche la situazione sul fronte dei conti pubblici che resta tuttavia sotto la lente dell'Ocse.

Nel 2021 il rapporto deficit/Pil scende, nelle stime dell'Organizzazione, a 10,6% da 11,4% di fine maggio e a 5,7% nel 2022, da 6,4%. Quello debito/Pil cala a 158,6% nel 2021 da 159,6% ipotizzato a fine maggio e a 155,1% nel 2022 da 157,2%.

"Tuttavia, rispetto ad altre grandi economie, in Italia la ripresa continuerà a ritardare, con un Pil che recupererà i livelli del 2019 solo nel primo semestre del 2022", si legge nel rapporto.

Le stime dell'Ocse per quest'anno collimano con quelle del governo: ieri da Cernobbio il ministro dell'Economia Daniele Franco ha detto che il Pil italiano potrebbe crescere più del 5,8% stimato dall'Upb.

Sempre a proposito della ripresa a breve termine, l'Ocse dice che "più ingenti investimenti pubblici, ivi inclusi quelli finanziati dai fondi Next Generation Eu, unitamente a una maggiore fiducia e livelli di domanda più elevati, sosterranno gli investimenti nel settore privato".

L'Organizzazione parigina ammonisce che la politica fiscale dovrebbe continuare a sostenere le famiglie e le imprese fino a quando la ripresa non sarà consolidata e più mirata, per poi essere riorientata in maniera tale da stimolare una maggiore crescita e la creazione di posti di lavoro, quando la pandemia si sarà placata.

Nel rapporto si sottolinea inoltre come accrescere l'efficacia del settore pubblico italiano sia più urgente che mai. "Sarà la chiave per assicurare il previsto impulso agli investimenti pubblici, migliorare il clima di impresa e garantire l'accesso a servizi pubblici di qualità in tutto il Paese".

L'Ocse si sofferma anche sul nodo delle pensioni, al centro del dibattito politico, raccomandando di contenere la spesa pensionistica lasciando scadere il regime di pensionamento anticipato (Quota 100) e la cosiddetta "Opzione Donna" nel dicembre 2021, e ristabilire immediatamente la correlazione tra età pensionabile e speranza di vita.

Infine, per affrontare la debole crescita economica e l'invecchiamento demografico dell'Italia è necessario affrontare le sfide strutturali di lungo termine come bassi livelli di investimenti, di produttività e di occupazione, una pubblica amministrazione inefficace, oneri normativi gravosi e marcati divari regionali.

"Affrontare tali sfide accrescerebbe la resilienza dell'economia italiana agli eventi traumatici e invertirebbe la tendenza alla stagnazione del Pil pro capite".

(Sara Rossi, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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