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Italia "regina" del Recovery Fund? Un grafico della Bce lo smentisce

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·3 minuti per la lettura
recovery fund bce (Photo: HP)
recovery fund bce (Photo: HP)

Italia prima beneficiaria del Recovery Fund? Non proprio. Secondo uno studio pubblicato da quattro analisti della Banca Centrale Europea, in testa alla classifica dei Paesi dell’eurozona che trarranno i maggiori vantaggi dai sussidi “a fondo perduto” c’è la Grecia. A seguire il Portogallo, poi la Slovacchia, la Lettonia, la Lituania, la Spagna. Bisogna scorrere la lista fino alla nona posizione per trovare l’Italia. Sebbene infatti il nostro Paese sia primo per sovvenzioni ricevute in valore assoluto (81 miliardi), il beneficio netto sarà ben inferiore. Nel complesso sarà infatti pari a poco meno del 2% del Pil 2019 secondo i calcoli dei ricercatori dell’Eurotower.

Chi può realmente festeggiare è Atene che da qui al 2026 potrà godere di un contributo netto pari a più dell′8% del suo prodotto interno lordo dell’ultimo anno pre-Covid. Lisbona si vedrà riconosciuto invece un beneficio del 5,5%, come pure Bratislava e Riga. In Lituania arriveranno sovvenzioni nette pari a poco meno del 4% del Pil, così come la Spagna. A seguire Cipro (circa il 3%), e poi l’Estonia, infine l’Italia (poco meno del 2% del Pil). In realtà nella classifica Ue l’Italia sarebbe anche più in fondo, dato che la media dei sussidi netti riservata ai Paesi non appartenenti all’area euro è di poco al di sopra del 2%, con Croazia e Bulgaria che si aspettano vantaggi oltre il 10% del loro prodotto interno lordo, surclassando così anche la Grecia.

Come ricorda il report della Bce, mentre i prestiti saranno rimborsati dagli Stati membri beneficiari, il Consiglio europeo ha deciso di garantire che i rimborsi delle sovvenzioni siano coperti da contributi basati sul reddito nazionale lordo e da nuove risorse proprie dell’Ue. Per questo, sebbene l’Italia sia principale beneficiaria in termini assoluti dei cosiddetti “grants”, sottratta la quota di contributi al fondo Ue scivola a metà classifica. Tuttavia, l’elemento positivo che va registrato è che Roma si conferma per la prima volta beneficiaria netta di un fondo Ue, dal momento che è sempre stata un contributore netto del bilancio europeo.

“Nel 2021-2022 i fondi verranno distribuiti sulla base degli sviluppi di Pil procapite e disoccupazione. Da 2023 gli sviluppi sulla disoccupazione verranno sostituiti dalle dinamiche del Pil reale su 2020-2021”, scrivono i ricercatori dell’Eurotower. Il sostegno finanziario, com’è noto, sarà erogato in rate quando saranno raggiunti i traguardi e gli obiettivi individuati nei piani di riforme messi a punto dai Governi.

A subire maggiormente gli effetti negativi dell’operazione sarebbero invece i paesi che inizialmente si erano opposti al fondo, come Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi, con perdite su base netta pari a quasi il 2% del Pil pre-pandemico, così come la Germania.

Lo schema “garantisce un sostegno macroeconomico più forte per i paesi più vulnerabili”, ha osservato la Banca centrale. Anche per questo motivo l’Eurotower ha suggerito alla Commissione di rendere il Recovery Fund uno strumento permanente dell’Unione.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.