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L'Italia è in ritardo sul Recovery Plan: ecco cosa rischia secondo Goldman Sachs

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
L'Italia è in ritardo sul Recovery Plan: ecco cosa rischia secondo Goldman Sachs
L'Italia è in ritardo sul Recovery Plan: ecco cosa rischia secondo Goldman Sachs

Goldman Sachs, tuttavia, continua a vedere un impatto positivo su crescita e debito nell’attesa che per metà febbraio la crisi sia superata, molto dipenderà da implementazione e disciplina fiscale

Crescita e debito sotto controllo dipendono per l’Italia dalla capacità di implementare e allocare con efficienza le ingenti risorse del Recovery Fund, pari a 222 mld o il 12,5% del PIL. E’ una prospettiva che resta aperta anche se Roma non ha ancora sottoposto il suo Piano alla Commissione Europea, mentre si è aperta una fase di instabilità politica. Sia che il governo Conte riesca a trovare i numeri per sopravvivere, sia che venga sostituito da una compagine più larga, un’implementazione sostanzialmente positiva del Recovery Plan, con allocazione efficiente delle risorse, dovrebbe consentire una graduale riduzione del debito pubblico intorno al 138% del PIL entro il 2030.

RISCHIO DI MINOR SPAZIO DI MANOVRA

Lo sostiene Goldman Sachs Economic Research in un’analisi molto ampia e articolata, supportata da numerosi grafici e tabelle, rilevando che comunque la maggior incertezza politica rischia di ridurre lo spazio di manovra delle politiche di bilancio. In particolare, un’implementazione ritardata potrebbe ridurre le possibilità di riduzione del debito, specialmente nella prima fase della ripresa economica. Per questo la grande casa d’investimento sottolinea che una rapida e efficiente implementazione del Recovery Plan resta cruciale per le prospettive delle finanze pubbliche italiane.

L’ECONOMIA TIENE RAGIONEVOLMENTE BENE

Goldman nota che l’attività economica sta tenendo ragionevolmente bene, nonostante le restrizioni re-introdotte per contrastare la diffusione del virus, anche se rimangono forti differenze settoriali, con la debolezza del settore dei servizi destinata a pesare sulla crescita fino a che non ci sarà una piena ripartenza. I tre rischi principali che evidenzia l’analisi di Goldman sono l’aumentata incertezza politica, una conflittualità politica tra le diverse componenti che sostengono il governo che potrebbe rendere meno efficiente la gestione delle risorse, e infine che il maggior spazio di spesa offerto dal Recovery Fund porti a politiche meno rispondenti all’obiettivo di ridurre il debito.

UN PERCORSO MENO DOLOROSO

Gli ingenti trasferimenti di fondi europei, infatti, potrebbero indurre a politiche di bilancio più miopi sul debito, ma Goldman osserva anche che proprio grazie alle risorse della UE potrebbero rendere meno doloroso il percorso di rientro del debito e proprio per questo accelerarlo. La Research di Goldman visualizza queste prospettive divergenti in una serie di grafici che mostrano l’impatto della politica di bilancio sull’obiettivo finale di riportare il debito sotto controllo. Quello riportato qui sotto mostra (linear ossa) cosa ci si può attendere da una scarsa disciplina di bilancio e cosa può invece produrre (linea verde) una gestione del Recovery Fund mirata all’obiettivo.

Impatto del Recovery Fund sul rapporto debito/Pil dell’Italia La combinazione del Recovery Fund e di politiche monetarie accomodanti a livello europeo continuano a fornire un potente ammortizzatore all’Italia contro possibili stress sul debito. Ma, prosegue Goldman, le tensioni e le frizioni politiche possono comunque incidere sull’implementazione e sull’efficacia del Recovery Plan, facendo scattare la combinazione di tre possibili rischi, relativi rispettivamente all’implementazione, all’allocazione e alla disciplina di bilancio, che possono pesare molto sia sul passo della ripresa economica sia sulle prospettive di riduzione del debito, come mostra l’altro grafico riportato qui sotto.

Rischi connessi all’implementazione meno efficiente del Recovery Fund La valutazione finale della Economic Research di Goldman Sachs resta che, se come nelle attese le tensioni politiche verranno superate per metà febbraio, i rischi temuti possano essere mantenuti sotto controllo senza ribaltare l’opportunità offerta dal Recovery Fund per sostenere la crescita e aiutare contestualmente la riduzione del debito. Per questo una tempestiva e efficiente implementazione del Recovery Plan resta cruciale per le prospettive delle finanze pubbliche italiane. La differenza tra un’implementazione tempestiva del Recovery Plan e un ritardo, secondo Goldman Sachs, è quantificata in 10 punti percentuali in più nell’aumento del rapporto debito /Pil proiettato nel 2030. In caso di attuazione rapida tale rapporto potrebbe essere del 138% entro il 2030, un’attuazione ritardata porterebbe tale rapporto a un aumento del 7%, un’allocazione inefficiente avrebbe come conseguenza un +10%.