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Italian Taste Summit: vino, per export serve Experience design

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Image from askanews web site
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Roma, 16 lug. (askanews) - La forza del brand Italia rappresenta senza alcun dubbio un enorme valore aggiunto, ma per crescere sui mercati esteri e trarre il meglio dalle nuove opportunità di un contesto internazionale profondamente modificato dalla pandemia, il vino italiano deve saper cogliere il passaggio epocale rappresentato dall'Experience Design.

Il trauma vissuto a livello globale negli ultimi 18 mesi ha, infatti, prodotto un senso di disorientamento, di paura e di mancanza di fiducia nei consumatori, influenzando profondamente i trend e le modalità di consumo nel mondo del vino. Di fronte a questo nuovo quadro il semplice storytelling non basta più, come non basta che un vino sia buono o di qualità. Quello che serve è creare rituali ad hoc che siano disegnati su misura del singolo consumatore, che ha l'esigenza di essere rassicurato e coinvolto dal punto di vista emotivo. Si chiama Experience Design, un concetto per certi versi olistico che ora in Italia viene per la prima volta abbinato al mondo del vino.

È la novità emersa dalla quarta edizione di Italian Taste Summit, che dall'11 al 13 luglio ha proposto una serie di eventi diffusi tra la Rocca Visconteo Veneta di Lonato del Garda e la Tenuta Borgo la Caccia di Pozzolengo (Brescia). L'evento, che è stato organizzato da Joanna Miro, marketing manager e AD del Gruppo Wine Global Aspect, ha riunito oltre oltre 50 cantine e i più importanti operatori e critici internazionali, con l'obiettivo di facilitare la conoscenza e il business tra una selezione dei migliori produttori italiani e i professionisti stranieri provenienti da Giappone, USA, Messico, Canada, Russia, Ucraina, Gran Bretagna, Svizzera e altre nazioni europee (incluse quelle dell'Est).

Il focus è stato su come trovare le giuste strategie per conquistare nuove quote di mercato all'estero, dove nel 2020 il valore dell'export del vino italiano ha sfiorato quota 6,3 miliardi di euro, è quindi più importante che mai.

"La pandemia ci ha insegnato che i cambiamenti sono inevitabili e ci ha dimostrato che le abitudini di consumo e acquisto possono cambiare molto rapidamente - ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - Noi dobbiamo investire, guardare al futuro, pensare agli aspetti strategici, perché la qualità del prodotto deve essere necessariamente accompagnata da strategie di marketing ben organizzate, oltre che declinate pensando di volta in volta quali sono i mercati di destinazione. In questo l'Experience Design rappresenta sicuramente uno strumento prezioso".

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