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Italiani brava gente (talvolta)

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(Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)
(Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)

L’annuale rapporto Censis inquadra come al solito, anzi meglio del solito, e oltre ogni sua intenzione, lo stato di salute anche mentale del Paese. Cresce l’irrazionalità, scrive, sei italiani su cento non credono nell’esistenza del covid, come in percentuali simili non credono nella sfericità della Terra e nello sbarco dell’uomo sulla Luna. Ogni santo anno il Censis offre l’assist alla Lionel Messi e ci mette davanti alla porta: una volta cresce la povertà, un’altra la sfiducia, un’altra l’infelicità, e a noi colmi di gratitudine il titolo viene con la mano sinistra e il punto esclamativo sottinteso. Stavolta si delinea lo stupefacente ritratto di una comunità rimbecillita. E probabilmente lo è, ma per altre ragioni.

Nel marzo del 2020, all’alba della pandemia e in regime di lockdown, uscirono fra rulli di tamburi le cifre del Viminale secondo cui la settimana precedente la polizia aveva pizzicato la bella cifra di 43 mila e 959 persone indebitamente a zonzo, e dunque sprezzanti delle misure profilattiche prese per il bene comune dal governo Conte bis. I mascalzoni se la cavarono con la relativa multa, per fortuna, perché se si fosse trattato di adeguarsi alle richieste dei bravi cittadini osservanti, sarebbero dovuti finire al patibolo, o almeno ricoperti di pece e piume nella pubblica piazza. La restituzione ai violenti di una violenza incomparabilmente maggiore è una questione di cui ci si dovrà occupare, ma qui mi limito a prendere quel numero – 43 mila 959 – e a ribaltarlo. I controlli furono un milione e 25 mila, e dunque erano in regola più di 980 mila, oltre il 95 per cento dei controllati. Si sarebbe dunque potuto titolare che 95 italiani su cento stavano rispettando la legge con indole prussiana; immaginate l’Italia con un simile approccio al fisco: saremmo il Paese più ricco della galassia.

Come si conciliano le dolenti denunce del Censis, o perlomeno l’uso che ne facciamo noialtri giornalisti, con Fitch che alza il rating dell’Italia per il Pil in crescita quest’anno del 6.3 per cento e l’anno prossimo del 4.7, spiegata anche con “l’elevato numero di vaccinazioni”? Oppure con le parole di commiato di Angela Merkel che ha invitato i suoi concittadini a prendere esempio dallo spirito marziale degli italiani davanti alla pandemia e alla soluzione vaccinale? Alcuni sondaggi hanno indicato che nel 2020 i negazionisti del covid erano in Germania attorno al 14-15 per cento, due volte e mezzo in più che da noi, e i risultati non sono nella ricerca demoscopica, ma nella percentuale dei vaccinati: il 68 per cento in Germania, il 74 per cento in Italia. E nelle conseguenze: l’Italia resiste alla quarta ondata, la Germania soccombe.

Quindi sì, è vero, sei italiani su cento pensano che il covid sia l’invenzione dei rettiliani e dei banchieri per sottomettere il mondo a una dittatura sanitaria. Ma la notizia sono gli altri novantaquattro.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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