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J.P. Morgan: momento favorevole per le obbligazioni high yield

Virgilio Chelli
·3 minuti per la lettura
J.P. Morgan: momento favorevole per le obbligazioni high yield
J.P. Morgan: momento favorevole per le obbligazioni high yield

J.P. Morgan Asset Management vede in un possibile ulteriore allargamento degli spread creditizi un’opportunità per aumentare l’esposizione e proseguire nella caccia al rendimento

Dopo la chiusura della finestra di bassa volatilità, che durante l’estate aveva spinto al rialzo i mercati degli attivi di rischio, l’ampliamento degli spread obbligazionari nel segmento High Yield potrebbe offrire opportunità di acquisto. Nelle ultime settimane infatti, la volatilità ha subìto un’impennata nei mercati del rischio, e sebbene a farne le spese siano state soprattutto le azioni, anche gli spread dei bond High Yield si sono ampliati. Ma l’attuale debolezza degli attivi ad alto rendimento dovrebbe essere di breve durata e molto meno grave rispetto al primo trimestre, in quanto le banche centrali continuano a fornire forte sostegno ai mercati del credito. Di conseguenza, un eventuale ulteriore aumento degli spread potrebbe offrire agli investitori una buona opportunità per incrementare la propria esposizione e proseguire nella caccia al rendimento.

CONTINUA IL SUPPORTO DELLE BANCHE CENTRALI

Lo afferma nel Bond Bulletin Settimanale il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management. Partendo dai fondamentali, il team di J.P. Morgan AM rileva L’aumento dei contagi da Covid-19 in Europa ha fatto scattare nuove misure di distanziamento, e presto anche gli Stati Uniti potrebbero dover adottare provvedimenti analoghi. Ma aggiunge che gli ultimi lockdown locali non sono stati così drastici come nella prima ondata dell’epidemia, anche se hanno contribuito ad abbassare le previsioni di crescita del quarto trimestre. Anche se in rallentamento, la crescita del PIL dovrebbe però mantenersi ben sopra del trend, generalmente valutato attorno all’1,75% per gli USA e all’1% per l’Europa, mentre le consistenti misure di sostegno fiscale e monetario hanno evitato grossi disagi, e nei prossimi mesi la politica delle Banche Centrali non dovrebbe subire una svolta radicale.

GLI SPREAD HIGH YIELD HANNO TENUTO MEGLIO

Passando al mercato del credito, il team di J.P. Morgan AM osserva che nel segmento High Yield gli spread hanno tenuto meglio, ma i differenziali di rendimento statunitensi sono aumentati di 40 punti base a 453 punti base, mentre gli spread europei si sono ampliati di soli 9 punti a 462, il che potrebbe rappresentare un’opportunità in un contesto di tassi di interesse a zero, anche perché nella recente fase di volatilità le performance del mercato High Yield hanno superato quelle dell’azionario su base corretta per il beta.

DEFLUSSI SOLO TEMPORANEI

Anche se la recente dinamica degli attivi di rischio ha creato un po’ di panico tra gli investitori, con gli ETF nel segmento High Yield statunitense che hanno registrato deflussi per $1,3 mld solo il 21 settembre e per $1,6 mld il giorno dopo, segnando l’esodo più massiccio da febbraio, per i fondi comuni High Yield statunitensi a gestione attiva i deflussi sono stati di gran lunga inferiori, pari a -$140 mld al 22 settembre. Il team di J.P. Morgan AM ritiene che l’esodo dagli ETF l’sia stato determinato da posizioni speculative, e manifesta la convinzione che, poiché la ricerca di rendimento è quanto mai attuale, i recenti deflussi dovrebbero rappresentare un fenomeno temporaneo.