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J.P. Morgan: non è ancora il momento di uscire dai bond high yield Usa

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
J.P. Morgan: non è ancora il momento di uscire dai bond high yield Usa
J.P. Morgan: non è ancora il momento di uscire dai bond high yield Usa

Nel Bond Bulletin settimanale, J.P. Morgan Asset Management suggerisce che non è ancora il momento di monetizzare i guadagni anche se i rendimenti delle obbligazioni High Yield USA sono a nuovi minimi storici

I rendimenti delle obbligazioni High Yield statunitensi hanno toccato un nuovo minimo storico, malgrado i deboli fondamentali societari, ma il contesto macroeconomico solido e l'incessante ricerca di rendimento suggeriscono che non è ancora il momento di monetizzare i guadagni. Con i rendimenti ai minimi storici, è difficile vedere nei titoli High Yield statunitensi valutazioni interessanti. Tuttavia, gli attuali livelli degli spread continuano a fornire carry sufficiente per generare rendimenti totali positivi se i tassi dovessero registrare un benigno rialzo. Se si aggiunge l'incoraggiante traiettoria del quadro fondamentale, in termini di salute delle imprese e di politica monetaria e fiscale globale, la scelta più sensata è non cambiare rotta.

SALUTE DELLE IMPRESE IN MIGLIORAMENTO

Lo sostiene il Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management: anche se le società con rating High Yield continuano a mostrare ricavi modesti e elevato indebitamento, sembra però che lo stato di salute delle imprese abbia raggiunto il punto di svolta. Questo perché il ciclo creditizio sta passando alla fase di ripresa, i declassamenti da Investment Grade a High Yield hanno raggiunto il picco nel 2020 e i tassi di insolvenza dovrebbero scendere dall'attuale 6% al 3-4% entro fine anno.

LO STIMOLO DI BIDEN GIOCA A FAVORE

Inoltre, sottolinea il team di J.P. Morgan Asset Management, gli ultimi sviluppi macro offrono un supporto crescente. Il punto di partenza è già di per sé favorevole, l'amministrazione Biden ha imboccato la strada della riconciliazione di bilancio per lo stimolo fiscale, che contribuirà a trainare la crescita economica favorendo, in ultima analisi, le aziende con rating High Yield. Il nuovo record è stato raggiunto nel mercato statunitense High Yield il 9 febbraio quando i rendimenti hanno toccato il minimo storico del 4,00%. A 359 punti base, gli spread High Yield potrebbero non apparire remunerativi, ma consentono di assorbire un rialzo graduale dei tassi.

MONITORARE IL SEGMENTO SINGOLA ‘B’

L’esame approfondito del mercato globale indica che una dinamica importante da monitorare nel segmento singola B sia la mancanza di dispersione. Attualmente, osserva il team di J.P. Morgan Asset Management, il 79% degli emittenti con rating B viene negoziato entro un intervallo di 150 punti base rispetto al livello dell'indice, a fronte del 20% circa registrato a marzo 2020. Data la simultanea contrazione degli spread su tutti i titoli, è ancora più importante eseguire analisi accurate per individuare quelli che potrebbero rischiare una correzione.

POCHE ALTERNATIVE PER GENERARE RENDIMENTO

Il team di J.P. Morgan Asset Management osserva infine che negli ultimi tempi i flussi di capitale nel segmento High Yield USA hanno subito pressioni registrando da inizio anno deflussi per quasi 800 milioni di dollari da parte di investitori che hanno privilegiato le emissioni a tasso variabile. L'abbondanza di offerta complica ulteriormente il quadro tecnico, in quanto gennaio è stato il secondo mese da sempre per volumi di emissioni lorde nel segmento High Yield, con 56 miliardi di dollari. Ma, secondo il team di J.P. Morgan Asset Management, il principale fattore tecnico continua a essere l'abbondante liquidità, che lascia agli investitori poche alternative per generare rendimento.