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J. P. Morgan: quadro sempre favorevole per gli asset a rischio

Virgilio Chelli
·3 minuti per la lettura
J. P. Morgan: quadro sempre favorevole per gli asset a rischio
J. P. Morgan: quadro sempre favorevole per gli asset a rischio

Nel Bond Bulletin continua a vedere continua a vedere crescita economica sostenuta anche se in decelerazione e con qualche rischio. L’investitore obbligazionario resterà attratto dagli asset a rischio

Il nostro scenario di base continua a prevedere una crescita superiore al trend nei prossimi mesi, anche se a un ritmo più lento e dipendente da eventi chiave, come una sorpresa negativa sul fronte della pandemia, che minerebbe la fiducia in tutti i settori dell’economia reale e dei mercati finanziari, al pari di un risultato shock o contestato delle elezioni presidenziali statunitensi. Ma la politica monetaria continua a essere sufficientemente espansiva per contrastare queste eventualità, mentre la risposta fiscale dovrà essere monitorata con molta attenzione. In assenza di esiti negativi, i bassi tassi core dovrebbero continuare ad attrarre investitori obbligazionari a caccia di rendimento e sostenere la domanda di attivi rischiosi.

SOLO UNA DECELERAZIONE

Sono le conclusioni cui giunge il Bond Bullettin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management che conferma sostanzialmente l’ultimo Investment Quarterly della grande casa, che prendeva atto della grande forza della ripresa economica. Anche considerati alcuni rischi chiave a cui i mercati potrebbero essere esposti in futuro, J. P. Morgan AM ritiene che nei prossimi tre-sei mesi ci sarà una decelerazione della crescita che si manterrà comunque in territorio positivo.

ESCLUSI NUOVI LOCKDOWN

Il Bond Bullettin segnala l’andamento della pandemia di coronavirus come il primo rischio rilevante di cui tener conto nei prossimi mesi, ma sottolinea anche che i tassi dei ricoveri e di mortalità restano bassi, il che esclude l’adozione di misure nazionali di lockdown come quelle che avevano fermato le economie nel primo trimestre. Inoltre, nel breve termine J. P. Morgan AM si aspetta notizie positive sul fronte del vaccino che, non appena disponibile, dovrebbe rafforzare la fiducia dei mercati.

RISCHI DA PRESIDENZIALI E POLITICA FISCALE

Il secondo grande rischio segnalato dal Bond Bullettin è rappresentato dalle elezioni statunitensi, al cui avvicinarsi la volatilità potrebbe subire un’impennata, perché un risultato non conclusivo potrebbe rallentare la crescita. Un altro rischio è la direzione della politica fiscale, soprattutto negli Stati Uniti, dove le famiglie statunitensi hanno mostrato una buona tenuta in termini di reddito disponibile, ma soprattutto grazie alle misure fiscali che sembrano destinate a sfumare a novembre. La mancanza di ulteriori stimoli potrebbe frenare i consumatori e incidere negativamente sulla crescita. Per controbilanciare questi rischi, sottolinea J. P. Morgan AM, le banche centrali hanno messo in atto politiche estremamente espansive che dovrebbero verosimilmente proseguire in futuro.

DINAMICA POSITIVA DEGLI SPREAD

In questo contesto di continua espansione e di politica monetaria accomodante, gli spread e i rendimenti core hanno esibito una dinamica positiva su scala globale, con il rendimento del Treasury decennale rimasto in un range ristretto tra 0,63% e 0,75%. Un andamento che secondo il Bond Bullettin dovrebbe proseguire. Di conseguenza gli spread si sono ridotti in tutti gli attivi più rischiosi dopo il forte recupero degli ultimi due trimestri, costringendo gli investitori in certa di rendimento a valutare più attentamente i settori di nicchia. Secondo il Team di J. P. Morgan AM, un segmento che potrebbe offrire opportunità è quello dei titoli ibridi di qualità Investment Grade, dove gli spread continuano a essere sopra i i minimi annuali di circa 100 punti base.

DOMANDA SOSTENUTA DALLE BANCHE CENTRALI

Più in generale, J. P. Morgan AM ritiene che nei prossimi mesi la domanda sarà vigorosa in tutti i mercati, sostenuta dall’attività delle banche centrali o dagli investitori ancora a caccia di rendimento. Il contesto potrebbe variare maggiormente a seconda del mercato, perché negli High Yield una maggior offerta potrebbe penalizzare il mercato, mentre la previsione di un modesto volume di emissioni in altri segmenti come l’Investment Grade statunitense dovrebbe continuare a favorire la dinamica di riduzione degli spread.